24 gennaio 2021

Rifiuti Covid

L’emergenza epidemiologica da Covid-19 ha comportato, nel settore dei rifiuti, diverse criticità legate alla garanzia della tutela della salute pubblica e dell’ambiente, alla sicurezza per i lavoratori del settore nel garantire il mantenimento del servizio di raccolta e gestione dei rifiuti. Si rammenta, infatti, che la raccolta e la gestione dei rifiuti ai sensi dell’art. 183 lettere n) e o) del decreto legislativo 3 aprile, n. 152 devono essere garantite, in quanto servizi pubblici essenziali.

Con l’espressione “rifiuti covid” devono intendersi diverse fattispecie: i rifiuti prodotti dalle utenze domestiche per le quali si suppone o vi è la certezza di presenza di soggetti positivi, i rifiuti prodotti dai reparti di malattie infettive delle strutture sanitarie, ma anche i rifiuti generati dall’utilizzo dei sistemi di protezione individuale, come le mascherine, divenuti obbligatori quali presidi di prevenzione.

 

In linea generale, i rifiuti prodotti dalle strutture sanitarie sono disciplinati dal DPR 254/2003 che regola, appunto, la gestione dei rifiuti sanitari e che stabilisce uno specifico percorso e una opportuna destinazione per questa tipologia di rifiuti. Nel corso dell’emergenza, si è certamente moltiplicata la produzione di questi rifiuti, ma non si sono rilevate particolari criticità gestionali. Diversamente, la fase più critica nel ciclo dei rifiuti è stata osservata nella gestione dei rifiuti urbani per la possibilità, laddove i rifiuti vengano in contatto con il virus, di trasformarsi in oggetto o veicolo di trasmissione dello stesso.

L’Istituto superiore di sanità (ISS), con nota Prot. n. 8293 del 12 marzo 2020, è stata la prima istituzione a fornire le linee di indirizzo per la raccolta dei rifiuti extraospedalieri da abitazioni di pazienti positivi al Covid-19, in isolamento domiciliare, e dalla popolazione in generale. Nel primo caso l’ISS raccomanda l’interruzione della raccolta differenziata, conferendo tutti i rifiuti, includendo fazzoletti, rotoli di carta, i teli monouso, mascherine e guanti, nel contenitore dei rifiuti indifferenziati. Nel secondo caso, invece, si raccomanda di mantenere le procedure in vigore nel territorio di appartenenza, non interrompendo la raccolta differenziata. Diverse Regioni hanno successivamente emanato ordinanze finalizzate a recepire quanto contenuto nella nota dell’ISS, fornendo indicazioni applicative per il conferimento, le operazioni di raccolta e per la successiva gestione presso gli impianti di trattamento.

 

Il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (SNPA), nel documento approvato in Consiglio SNPA il 23 marzo 2020, ha fornito prime indicazioni di carattere generale sulla gestione dei rifiuti. Tale documento contiene indicazioni circa la gestione dei rifiuti urbani ed in particolare prevede che la gestione dei rifiuti urbani avvenga con le seguenti modalità:

 

1.   i rifiuti urbani oggetto di raccolta differenziata sono avviati alle consuete modalità di gestione ad eccezione dei casi un cui tali rifiuti debbano essere conferiti, sulla base delle indicazioni dell’ISS, nell’indifferenziato;

 

2.   i rifiuti urbani indifferenziati, includendo fazzoletti, rotoli di carta, teli monouso, mascherine e guanti, sono classificati con il codice [1] 200301 e gestiti secondo le seguenti modalità:

2.1   qualora raccolti con giro dedicato, i rifiuti indifferenziati provenienti da abitazioni in cui sono presenti soggetti positivi al tampone, in quarantena obbligatoria, siano: i.   prioritariamente avviati a incenerimento senza alcun trattamento preliminare; o ii.   laddove tale modalità di gestione non possa essere attuata, i rifiuti siano conferiti agli impianti di trattamento meccanico biologico se garantiscono l’igienizzazione del rifiuto nel corso del trattamento biologico (bioessicazione o biostabilizzazione) e la protezione degli addetti dal rischio biologico, agli impianti di sterilizzazione o direttamente in discarica, senza alcun trattamento preliminare (previo eventuale inserimento dei sacchetti integri all’interno di appositi big-bags), limitando il più possibile, nella fase di coltivazione della discarica, la movimentazione dei rifiuti che andranno possibilmente confinati in zone definite della discarica. Deve essere garantita la copertura giornaliera dei rifiuti con un adeguato strato di materiale protettivo, tale da evitare ogni forma di dispersione;

2.2   in tutti gli altri casi, i rifiuti indifferenziati possono essere conferiti secondo le procedure in vigore sul territorio e gestiti secondo le consuete modalità.

Il documento contiene, inoltre, un esame delle potenziali criticità legate alla fase acuta all’emergenza sanitaria per il sistema di gestione dei rifiuti.

 

Nella seconda fase dell’emergenza, la ripresa delle attività lavorative ha reso necessario il rispetto

del distanziamento sociale a tutti i livelli e l’utilizzo diffuso di mezzi di protezione individuale, quali le mascherine, il cui uso ha prodotto un flusso di rifiuti per il quale è stato necessario definire le corrette modalità di gestione. Il rapporto ISPRA I rifiuti costituiti da DPI usati pubblicato il 18 maggio 2020 fornisce un quadro della produzione e gestione di questi materiali, chiarendo anche le problematiche connesse alla classificazione degli stessi.

 

Da ultimo è utile ricordare che la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati ha approvato all’unanimità l’8 luglio 2020 la relazione Emergenza epidemiologica COVID-19 e ciclo dei rifiuti con la quale restituisce il quadro dell’emergenza, nonché valutazioni e raccomandazioni orientate al futuro. 

 

[1] Codice dell’elenco europeo dei rifiuti – istituito con la decisione 2000/532/CE

 

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Crediti immagine: REC Stock Footage / Shutterstock.com

 


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