12 luglio 2020

L’enogastronomia, chiave per la ripartenza del turismo

 

La pandemia di Covid-19 ha messo in grande difficoltà il settore del turismo. Dopo l’emergenza e la gestione dei momenti estivi, con l’autunno il settore necessiterà di una visione di lungo periodo, di un piano di rilancio calibrato, sarà un momento importante per programmare la ripartenza di questo settore così cruciale per il nostro Paese, cercando in modo proattivo soluzioni adatte. Il turismo enogastronomico può sicuramente rappresentare una leva su cui puntare, una base di partenza per ripensare il prossimo futuro. L’enogastronomia è un driver fondamentale che non solo arricchisce l’offerta turistica, ma stimola lo sviluppo economico, sociale e culturale di un territorio. Parliamo di un settore integrato che contempla una catena del valore ampia e include ambiti diversi ma profondamente interrelati. Il cibo e il vino sono per il nostro Paese delle potenti attrattive turistiche, dalle prelibatezze regionali ai simboli nazionali quali la pizza, fino alle produzioni vitivinicole, che nelle infinite varianti sono fra i prodotti più amati e apprezzati da italiani e stranieri.

Lo sviluppo di un piano strategico nazionale e di politiche mirate sarebbe sicuramente da incentivo per una maggiore integrazione tra i comparti della produzione agroalimentare e del turismo, nell’ottica di migliorarne l’attrattività e la competitività. Strategie di smart specialization in ambito enogastronomico, creazione di reti tra operatori, modalità innovative – anche in termini di finanziamento – che possano concretamente stimolare gli operatori privati del settore food & wine a investire risorse per dotarsi delle conoscenze e infrastrutture necessarie ad aprirsi al turismo e creare un’offerta esperienziale, targettizzata e sostenibile sono alcuni degli elementi che il piano dovrebbe includere. Una delle sfide da affrontare è rappresentata dalla sostenibilità, non come pratica fine a sé stessa, ma come leva per contribuire ad avvicinare le destinazioni con le aree rurali limitrofe, a creare nuovi legami e collaborazioni tra produttori, ristoratori, operatori del turismo e consumatori. Così facendo, potrà generare benefici diffusi e duraturi sui territori. Ritengo fondamentale a tal fine stimolare su più livelli la diffusione di pratiche enogastronomiche sostenibili, legate all’ambito della produzione e alla valorizzazione della conoscenza culinaria del luogo. Ricordiamoci che l’enogastronomia non è solo cibo, ma tradizioni, culture, identità, elementi che hanno una valenza sociale e che rappresentano attrattori per il turista. Un altro aspetto è l’educazione. Quanto più il cittadino è consapevole del patrimonio enogastronomico del luogo in cui vive, tanto più sarà propenso a ricercare esperienze a tema nel corso dei propri viaggi. E la stessa partecipazione lo indurrà a ricercare nuove informazioni, creando un nuovo desiderio di scoperta. Il viaggio enogastronomico inizia, quindi, da casa, da questa voglia di conoscere. Creare narrazioni per il cittadino e per il turista, per permettere a quest’ultimo di sentirsi più coinvolto e di capire l’unicità del prodotto e la cultura del luogo, suscitandone la curiosità. Ciò si può declinare in vari modi, dall’incontro con i produttori ai menù ed etichette parlanti, passando per il video-storytelling.

 

Crediti immagine: Foto di Peter Brandlmayr da Pixabay

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