12 luglio 2020

Turismo, la reazione degli operatori del settore

Gli effetti che l’emergenza sanitaria sta avendo sul tessuto produttivo hanno una diffusione che procede ad un ritmo più veloce delle informazioni. Occorrerà del tempo per ottenere una più precisa contabilità di quello che sta accadendo, ad esempio, in termini di fatturato, di ordinativi, di gestione della forza lavoro. Le criticità che le imprese turistiche sono costrette a fronteggiare ‒ di ordine finanziario, organizzativo, di liquidità ‒ mutano di giorno in giorno. In questo senso, la diffusione differenziale degli effetti macro e microeconomici procede più veloce dei dati.

 

Molti saranno i fattori che incideranno sull’andamento della prossima estate: il blocco delle frontiere, dei voli, dei trasferimenti internazionali per turismo; i possibili limiti alla mobilità interna interregionale; un movimento turistico solo domestico e con intensità differenziate (a seconda dello scenario); una limitata ospitalità delle strutture ufficiali; un forte ricorso alle abitazioni di proprietà e in affitto e/o di amici e parenti; un cambiamento delle destinazioni: un calo nel balneare e una ripresa nei borghi, nelle aree montane e rurali, nelle destinazioni minori.

 

Come ripartire, allora?

Le leve sulle quali puntare per rilanciarsi la prossima estate riguardano molteplici aspetti.

- Sicurezza nell’offrire ospitalità e nell’organizzazione per la fruizione dei diversi servizi. Sicuramente bisognerà far capire ai potenziali clienti, attraverso una comunicazione efficace, l’investimento fatto in salute e sicurezza a loro vantaggio e per chi lavora nel sistema turistico.

 

- Disintermediazione, occorre ripensare il modello di commercializzazione delle nostre proposte, in considerazione dei cali di fatturato e dei costi da affrontare per ottemperare alle “regole” dell’igiene e della sicurezza degli ospiti e degli stessi operatori, ma senza aumentare i prezzi delle camere. Attualmente la quota che le OTA (i grandi portali delle vendite on-line come booking) applicano alle tariffe va dal 20 al 30%. In questo modo da una camera venduta a 80 euro l’operatore ricettivo riceve solo 56 euro. Inoltre, le politiche ondivaghe delle OTA per le prenotazioni e le possibili disdette sono solo favorevoli ai clienti. Mai come in questo momento serve un sistema Italia e regionale per stimolare l’acquisto on-line senza passare da quelli che sono ormai i monopolisti del mercato. Occorre puntare su strategie di identity promotion e spingere ancora di più sull’on-line per veicolare disponibilità e valore: comunicare diverrà ancora più essenziale e strategico.

 

- Diversificazione delle proposte, in modo da offrire vacanze senza sovraffollamenti, all’aria aperta, che possano promuovere anche destinazioni meno conosciute.

 

Circa i mercati su cui puntare, c’è da dire che l’emergenza globale comporterà auspicabilmente un’apertura verso nuovi target e nuovi mercati, soprattutto verso un consolidamento del mercato interno sui nostri territori, ma con l’opportunità di richiamare e attirare quella quota di turisti italiani che scelgono solitamente le mete estere per le loro vacanze. È finito il tempo del turismo di massa, occorre puntare su clienti interessati ad esperienze alternative ed uniche.

La globalizzazione nel turismo ha risentito fortemente dell’emergenza Covid (il Covid-19 sta modificando non solo i comportamenti di consumo e lo stile di vita, ma anche le priorità delle scelte), gli esperti ci indicano che si tornerà probabilmente a un mercato meno mobile. Occorre quindi ripensare completamente la nostra offerta turistica. Immancabilmente ci saranno conseguenze su imprese e consumatori che dovranno rivedere le loro spese; nel caso di questi ultimi, i viaggi saranno sicuramente la prima voce di costo ad essere tagliata. Gli esperti prefigurano che ci sarà da aspettare a lungo prima che le persone si sentano nuovamente sicure e decidano, quindi, di spostarsi lontano. Infine, il rapporto qualità-prezzo, l’efficienza del servizio e le garanzie di sicurezza uniti alla valorizzazione dell’attrattività e dell’unicità di una destinazione quale meta da dover visitare “almeno una volta nella vita” potranno essere le leve sulle quali puntare per far superare il timore diffuso della malattia.

 

In questo periodo, in Italia, di fronte alla emergenza, molte imprese hanno reinventato le loro produzioni. L’Italia è infatti ricca di capacità di innovazione e di definizione di approcci risolutivi di fronte alle difficoltà ed ai vincoli imposti dall’emergenza. Occorre stimolare e dare spazio all’energia creativa italiana di imprese e start up, e disseminare, proporre modelli di successo, far crescere il sistema imprenditoriale del turismo con azioni di supporto, di accompagnamento anche con l’aiuto di diverse tipologie di esperti.

Quando montiamo un mobile siamo abituati a guardare la figura sul foglio delle istruzioni. Questa volta la figura non c’è. O meglio, è una figura in divenire: immunologi, informatici, analisti di dati, macro e microeconomisti, urbanisti, psicologi, da ognuno arriverà un pezzetto di “quel che sarà”. Nessuno è competente nella totalità dei campi che sarà necessario gestire ed armonizzare per un periodo indefinito di tempo. Non se ne esce da soli. Occorre promuovere una “Alleanza terapeutica” basata su una esplicita condivisione di obiettivi, a partire dalle principali agenzie nazionali e regionali, e su una comune base analitica di dati e informazioni di mercato. L’insieme di queste informazioni e supporti tecnici serve anche a restituire possibili soluzioni, per rispondere al clima d’opinione e alle criticità che il sistema turistico esprime oggi, ma ancor di più quando l’emergenza si esaurirà lasciando molte incognite. Ciò consentirà, in qualche misura, di formulare ipotesi sui futuri comportamenti della domanda supportando ed implementando in maniera sostanziale i processi decisionali delle aziende turistiche ma anche dei soggetti che istituzionalmente svolgono funzioni di programmazione e promozione turistica su scala nazionale e locale a partire da settembre 2020.

 

Crediti immagine: Foto di Hermann Traub da Pixabay

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