02 aprile 2013

Un miliardo di utenti per YouTube

È il terzo ‘Paese’ più popoloso del mondo dopo Cina e India, ma i suoi confini non si possono tracciare e i suoi abitanti sono sparsi un po’ dovunque, anche se non proprio dappertutto. È la nazione virtuale abitata dagli youtubers, la comunità dei fruitori di YouTube, la più grande piattaforma per la condivisione di video, rapidamente divenuta una sorta di archivio digitale di portata planetaria. Un miliardo di utenti unici al mese è una cifra da capogiro, una soglia oltrepassata finora solo da Google (che ha acquistato il sito nel 2006 per 1,6 miliardi di dollari) e Facebook. Un numero che difficilmente si poteva anche lontanamente sognare nel (poco) lontano 2005, quando Jawed Karim, uno dei fondatori, pubblicò il primo, banale video Me at the zoo, davanti alla gabbia degli elefanti. Una straordinaria evoluzione che affonda le sue radici nei mutamenti di una società sempre più connotata dal predominio delle immagini, in cui tutto sembra acquisire senso solo nel momento in cui viene memorizzato e può essere riprodotto e mostrato. YouTube ha offerto uno spazio infinito agli user generated content, raccogliendo video sugli argomenti più disparati e rafforzando il senso di comunità dei pari: ci si trova di tutto, dai filmati sugli animali ai disastri naturali, dai piccoli incidenti che fanno ridere ai tutorial, brevi video in cui qualcuno mostra come fare qualcosa mettendo a disposizione le sue competenze. Ma ha anche abbattuto le frontiere nazionali della televisione, e quelle della censura, diventando uno straordinario strumento di informazione: è grazie a questa piattaforma che si può spizzicare tra le trasmissioni delle televisioni di tutto il mondo, accedere a fiction in lingua, recuperare programmi perduti, in un passato lontano o vicino. Ma sono le clip musicali a ottenere i più grandi successi; una canzone si trova in diverse esecuzioni, dai concerti dal vivo alle riprese in studio e il conteggio delle visualizzazioni può generare dei ‘personaggi’ nel giro di un tempo brevissimo (si pensi a Susan Boyle, o decretare successi planetari (Gangnam Style, 1,4 miliardi di visualizzazioni). Ma più di ogni altra cosa il successo di YouTube è stato sancito dall’affermarsi della cosiddetta Generazione C – dove C sta per connessione – non tanto identificabile per età anagrafica, quanto per una propensione a essere costantemente collegata, grazie soprattutto alla diffusione di smartphone e tablet.


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