15 aprile 2015

Via della Seta: Pasqua ortodossa al Monastero di Treskavec

Nella cittadina macedone di Prilep la settimana santa di Pasqua, quest’anno caduta domenica 12 aprile secondo il calendario giuliano, è un evento sentito che coinvolge l’intera comunità. Nei giorni che la precedono le donne dipingono di rosso centinaia di uova; se ne dispongono tre in ogni dimora e fra queste ne viene scelta una, denominata il “Protettore della casa”, che alla fine delle festività sarà sepolta segretamente in giardino per tutelare la famiglia nell’anno a venire. Il centro spirituale della regione, meta prediletta nelle principali ricorrenze religiose, sorge in posizione isolata sul massiccio che sovrasta la città. Aspro e arcigno il monte Zlato custodisce uno dei monasteri più affascinanti e significativi della Macedonia, incluso fra i siti monitorati dal World Monument Fund; fondato nel XII secolo, Treskavec fu luogo di pellegrinaggio medievale e ancora oggi è possibile raggiungerlo attraverso il vecchio sentiero che si inerpica sulla montagna. Dall’alto una superba veduta abbraccia le storiche piane di Palagonia e Peonia, in epoca romana attraversate dalla Via Egnatia, una delle grandi arterie dell’impero che congiungeva il porto adriatico di Dyrrachium (Durazzo) alle metropoli di Tessalonica (Salonicco) e Bisanzio. Sebbene suggestivo, il percorso che divide Prilep dal monastero (10 km) si snoda in un panorama arido e impervio, mentre in alcuni tratti scoscesi è necessario affidarsi a catene puntellate per superare lisce superfici rocciose. La faticosa ascesa rientra in questa esperienza fisica e spirituale la cui conquista dischiude il complesso monastico incastonato tra formazioni geologiche dall’aspetto primordiale e impreziosito da un tesoro artistico di pregio. Il cuore di questo luogo di culto è rappresentato dalla Chiesa della Dormizione della Vergine (Sveti Bogorodica), che poggia sulle rovine di una struttura più antica (VI sec.); alcune epigrafi ricordano i patronati bizantino e serbo che favorirono la fioritura artistica del sito in cui sono conservati spettacolari cicli di affreschi risalenti a epoche diverse. Le pitture saturano gli ambienti e quelle più antiche (inizio XIV sec.) sono di chiara ascendenza bizantina. In particolare spicca nella volta della cupola settentrionale del nartece una delle più antiche raffigurazioni della Corte Celeste, un tema che diventerà molto popolare nell’arte post-bizantina dei Balcani e della Russia. I sacri personaggi sono contraddistinti da paramenti regali e abbigliati con vesti aristocratiche, mentre nei registri inferiori, lungo le pareti del tamburo, sfilano schiere di angeli e santi guerrieri armati di tutto punto con lance e cotte di maglia. Da dipinti più tardi (XV sec.) occhieggiano volti di nobili dai cappelli a punta piumati, mentre il tema della dedicazione del tempio è rievocato in un’animata scena dell’assunzione di Maria. Intorno alla piccola chiesa in mattoni il monastero si sviluppa come un guscio, con l’antico refettorio absidato, i ballatoi in legno e le celle dei monaci. L’isolamento dal mondo e il contatto con la natura devono aver stimolato il mistico raccoglimento dei monaci esicasti; in passato il complesso ne accoglieva un centinaio, ma oggi Treskavec è abitato solo dal Pope Callistos, alla cui figura lo sguardo magnetico e la barba corvina donano una grave ieraticità. A completare l’esigua popolazione del monastero sono il suo affabile aiutante e Bruno, un San Bernardo di stazza enorme. Nella cucina i prodotti a disposizione vengono condivisi con i pellegrini e le rudi brande della foresteria offrono la possibilità di trascorrere una notte nel complesso, quando l’atmosfera è di incanto e le stelle ardenti illuminano con diafano lucore il profilo bizantino della chiesa e le trame in mattoni delle sue mura. Le celebrazioni pasquali e la festa dell’ascensione della Vergine (15 agosto) segnano i periodi di maggior frequentazione del santuario, momenti in cui la luce, elemento caratteristico del rituale ortodosso, rischiara simbolicamente i fedeli raccolti in preghiera e le splendide volte affrescate di Treskavec.

 

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