13 marzo 2013

Violenza sulle donne: se ne parla alle Nazioni Unite

Eliminazione e prevenzione di ogni forma di violenza sulle donne e le bambine: è questo il tema principale della 57ª sessione della Commission on the status of women organizzata dalle Nazioni Unite e in corso a New York fino al 15 marzo. Una straordinaria occasione di incontro e di confronto tra i rappresentati degli Stati membri, delle agenzie ONU e di numerosissime ONG accreditate da ogni parte del mondo per analizzare i dati, valutare le migliori pratiche attuate per contrastare il fenomeno e soprattutto sollecitare i governi a intraprendere azioni concrete, soluzioni fattive, politiche culturali mirate e convinte. Di violenza sulle donne si parla e si è parlato infatti fin troppo, mentre è ormai irrinunciabile il passaggio con più decisione ai fatti, senza più indugi e verbi coniugati al futuro. Perché i numeri del presente sono drammatici e non possono più aspettare: secondo UN Women sette donne su dieci nel corso della loro vita sono vittime di maltrattamenti, abusi, stupri, mutilazioni rituali, e sono 603 milioni quelle che vivono in Paesi nei quali tutto ciò non è considerato un crimine. Le relazioni e le tavole rotonde hanno registrato e monitorato i passi avanti compiuti su molti fronti. Resta però una triste realtà il fatto che in molti Paesi una formale adesione in linea di principio alle battaglie per i diritti civili delle donne non si traduce poi in progetti abbastanza concreti, nella reale volontà di combattere il fenomeno eliminandone le radici profonde, che si nutrono di culture patriarcali e maschiliste, diseguaglianza economica, difficile accesso all’istruzione e al lavoro, normative ambigue. E non c’è bisogno di guardare tanto lontano, non ci si può consolare pensando che si tratta di situazioni distanti, arretrate, da commiserare con affettuosa condiscendenza. È nella civilissima Italia che la violenza domestica si guadagna quasi ogni giorno gli onori della cronaca; qui, da noi, si è dovuto coniare un neologismo, femminicidio, per dare conto di un fenomeno che conta ormai numeri a tre cifre: 124 donne uccise solo nel 2012.


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