10 maggio 2020

Distanti, ma uniti sotto il segno del calcio

 

Orfani del calcio giocato, forse ancora per poco, ma di certo non abbandonati dalle pay tv, i tifosi vivono l’emergenza Coronavirus sospesi tra programmi tv in odore di nostalgia e polemiche per la ripresa del campionato. Intanto, le società riorganizzano l’agenda dei lavori, qualcuna riparte con gli allenamenti, laddove le ordinanze regionali lo consentono, e si dedicano a iniziative che sposano in pieno lo spirito di #iorestoacasa. “Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia”, ci ha insegnato Francesco De Gregori. Oggi, però, potremmo aggiungere che lo vedi anche dal telefono. Non certo per lo smartphone che magari sfoggia nelle dirette Instagram, ma perché in molti hanno alzato la “cornetta” per parlare con i propri tifosi. Come hanno fatto, ad esempio, alcuni giocatori del Bologna FC che, all’inizio della quarantena, hanno telefonato ad alcuni tifosi che vivono soli.

 

“L’idea - racconta Carlo Caliceti, responsabile comunicazione del club rossoblù - è venuta per stare vicini soprattutto alle persone anziane sole. La definirei una “riconversione industriale” perché ci siamo messi al servizio della collettività”. Le telefonate non si sono fermate a quel momento raccontato anche da un video pubblicato sui social. “Il nostro portiere Da Costa, ad esempio, - aggiunge Caliceti - ha lasciato il suo numero di telefono e anche uno come Palacio, molto riservato, si è messo volentieri a disposizione”. Un’operazione che “i tifosi più anziani, quelli abituati a venire a Casteldebole a vedere gli allenamenti, hanno molto apprezzato”. Lo stesso hanno fatto i colleghi del Perugia che si sono messi in contatto telefonico con i loro supporter. Ha scelto il telefono anche la Roma, che ha messo il call center del club a disposizione dei tifosi over 60 che hanno bisogno di aiuto nel reperire generi alimentari o farmacologici, e ha consegnato beni di prima necessità a tutti gli abbonati over 75. C’è chi come la Juventus, invece, ha tentato una strada nuova realizzando un vero e proprio format televisivo che ha arricchito il palinsesto social della società bianconera. Si chiama “A casa con la Juve” in cui giocatori e personaggi del mondo bianconero si raccontano ai tifosi dal salotto di casa, ovviamente.

 

Le squadre, però, si mobilitano anche sul fronte della solidarietà con raccolte fondi o di materiale per gli operatori sanitari. L’ultima iniziativa in ordine di tempo è, ad esempio, del Bologna che ha dato il via, insieme ai suoi partner ‘food and beverage’, a un progetto di distribuzione di generi alimentari di prima necessità e kit sanitari. Le aziende devolveranno parte della loro produzione alimentare a due associazioni onlus del territorio bolognese, Arca della Misericordia e Rete per assistenza alimentare di Case Zanardi, e a queste donazioni di generi alimentari il Bologna affiancherà una fornitura di kit sanitari, tra mascherine e prodotti per pulizia e sanificazione, acquistati direttamente dal club e consegnati alle associazioni. Altre squadre, invece, hanno promosso raccolte fondi per sostenere gli ospedali delle proprie città, oppure c’è chi come il centrocampista del Cagliari Radja Nainggolan si è messo a disposizione della Caritas diocesana come volontario per distribuire pasti ai tanti cagliaritani colpiti dalla crisi economica legata al Coronavirus.

 

L’Inter ha lanciato #TogetherAsATeam, una campagna globale di crowdfunding che ha coinvolto anche i tifosi. Tramite il crowdfunding di Facebook sono state raccolte circa 3500 donazioni per un totale di 108mila euro, somma che si aggiunge ai 500mila euro donati dal club nerazzurro e ai 50mila euro della Fondazione Pupi, per un totale di 658mila euro. Il ricavato della raccolta fondi sarà devoluto al Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche dell’ospedale Luigi Sacco di Milano. La campagna fa parte di un più ampio progetto di solidarietà che la società ha messo a punto, come la donazione di 300mila mascherine alla città di Wuhan, dove è iniziata la pandemia, e 300mila mascherine e altri prodotti sanitari al Dipartimento Nazionale della Protezione Civile. Per restare a Milano i cugini rossoneri hanno messo in piedi "From Milan with Love", un evento digitale live con artisti del calibro di Alicia Keys, Kelly Rowland, Robin Thicke, Gavin Rossdale per celebrare e rendere omaggio a coloro che combattono in prima linea il Covid-19 e raccogliere fondi che verranno donati a Fondazione Milan e alla onlus Direct Relief. Nelle scorse settimane la società rossonera ha già raccolto oltre 650.000 euro, e ora ha lanciato una nuova raccolta fondi per la distribuzione di generi alimentari, iniziativa promossa dal Comune di Milano a sostegno delle famiglie più deboli della città.

 

 

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