28 maggio 2020

Per una gestione unitaria dei flussi turistici in Europa

Mentre i diversi Paesi europei stanno cercando di lasciarsi alle spalle il periodo di misure drastiche, come il lockdown, che sono state messe in campo negli ultimi mesi per contenere l’emergenza sanitaria, si è aperto un confronto sull’apertura delle frontiere all’interno dell’Europa e sulla possibilità di una ripresa, sia pur parziale, delle attività turistiche. Il governo italiano si è pronunciato per una riapertura delle frontiere unitaria a livello europeo, con tempi e modalità concordate e senza percorsi bilaterali; il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha ipotizzato come data di ripartenza del turismo il 15 giugno e invitato le Regioni a dare indicazioni omogenee rispetto alle misure precauzionali affinché i turisti stranieri possano venire in Italia in sicurezza. Si tratta di una corsa contro il tempo in cui il parere degli esperti sanitari sarà decisivo.

Il governo tedesco aveva manifestato tramite il ministro degli Esteri Heiko Mass l’intenzione di rimuovere a partire dal 15 giugno le limitazioni di viaggio in vigore dal 17 marzo con gli altri ventisei Paesi dell’Unione Europea e con Regno Unito, Norvegia, Islanda, Svizzera e Liechtenstein; nella riunione dell’esecutivo di mercoledì 27 maggio ha rinviato però ogni decisione in merito al 3 giugno. Si tratta di questioni tutt’altro che secondarie, per le implicazioni economiche, che sono notevoli, e per la valutazione dei rischi da un punto di vista sanitario, che non è facile. Il timore che l’epidemia, che stiamo cercando di mettere alle nostre spalle, possa ripartire in estate o in autunno è ovviamente molto sentito.

Il contagio a livello globale è ancora nella sua fase espansiva e si sta diffondendo in modo rapido e profondo negli Stati Uniti, in Russia e in Brasile, e c’è apprensione a livello globale per possibili sviluppi in Africa, in India, in America Latina. Soprattutto, l’Europa rappresenta ancora uno dei luoghi di maggiore diffusione del contagio: su più di cinque milioni e mezzo di persone che hanno contratto il virus nel mondo circa un milione e centomila appartengono a cinque Paesi europei: Regno Unito, Spagna, Italia, Francia e Germania (meno del 5% della popolazione mondiale, 20% dei contagiati). Le persone che hanno perso la vita in questi Paesi a causa dell’epidemia sono circa un terzo delle vittime globali.

Alcuni Paesi europei, tra cui la Grecia, il Portogallo, l’Austria, la Norvegia, la Finlandia, la Romania, la Polonia hanno registrato una diffusione decisamente minore ed è comprensibile che ci siano atteggiamenti prudenziali. Inoltre, al di là delle decisioni dei governi, è difficile prevedere il comportamento effettivo delle persone e delle famiglie, che sicuramente sarà influenzato da timori e precauzioni. D’altronde il turismo è uno dei settori economici più importanti a livello continentale e in Italia in particolar modo. Il turismo incide infatti in modo notevole su PIL e sull’occupazione e i turisti stranieri hanno rappresentato nel 2019 il 50,3% del totale delle presenze. Secondo alcune valutazioni fatte in aprile, nel pieno dell’emergenza, si prevede un crollo delle presenze straniere (si confermerebbe soltanto l’8% delle presenze rispetto a quelle del 2019) in parte compensato dai molti italiani che rinunceranno ad andare all’estero e faranno le loro vacanze in patria. Sono indicazioni ancora generiche perché troppi fattori entreranno in campo nelle prime settimane di giugno, in primo luogo l’andamento dei contagi, ma anche le decisioni dei governi, la ripresa complessiva dell’economia; bisogna però considerare che, mentre la stagione di alta densità turistica degli italiani è concentrata dalla seconda metà di giugno fino alla fine di agosto, per le presenze straniere il periodo più importante comprende maggio, giugno e luglio. Il turismo italiano andrà comunque incontro a un periodo non facile, all’interno della generale difficoltà dell’economia; un atteggiamento solidale e unitario dell’Unione Europea potrebbe essere di aiuto. 

 

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Immagine: Pompei. Crediti: HD wallpaper

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