19 aprile 2017

Libri nel carrello della spesa: l’esperienza del Bibliopoint Perlasca

Le biblioteche scolastiche, si sa, sono entità spesso dimenticate e un po’ misteriose: non di rado libri e riviste giacciono alla rinfusa in locali non accessibili o non frequentati. Per fortuna, le eccezioni sono sempre più numerose, tanto da confortare l’idea che è vicino il giorno in cui le biblioteche saranno parte integrante del lavoro scolastico. Una di queste eccezioni è il Bibliopoint dell’Istituto comprensivo Giorgio Perlasca di Roma, a Pietralata. Da luogo dimenticato a centro culturale di quartiere La biblioteca è stata fondata più di 15 anni fa, grazie all’accordo tra l’istituto e delle Biblioteche di Roma, che l’hanno inserita nel circuito dei cosiddetti Bibliopoint, biblioteche scolastiche aperte al pubblico. Tuttavia, nel tempo si è persa memoria di questo luogo non solo da parte del territorio, ma dell’istituto stesso, per cui la biblioteca è rimasta chiusa per anni. Ma cinque anni fa, un gruppo di docenti e di cittadini ha deciso di rimettere mano a questo tesoro, dapprima risistemando fisicamente i libri, e poi garantendo l’apertura della biblioteca alle classi e al territorio. Il Bibliopoint è così diventato vero e proprio centro culturale e sociale, per la scuola e per il quartiere, soprattutto in considerazione del fatto che a Pietralata non ci sono né librerie, né teatri, né cinema, né tantomeno biblioteche! La struttura è sede di iniziative culturali e incontri aperti a tutti (gruppi di lettura, letture ad alta voce per i bambini, seminari scientifici, corsi di yoga, teatro, musica e arte) e punto di riferimento di associazioni territoriali, che contribuiscono alle sue attività. Il bibliocarrello L’idea del Biblio-carrello è nata dall’esigenza di avvicinare, anche fisicamente, i ragazzi delle elementari alla lettura e alla biblioteca presente nella scuola, che raramente viene frequentata dalle classi dal momento che il plesso della biblioteca è distante rispetto a quelli delle aule. La bibliotecaria e il gruppo che collabora al Bibliopoint hanno quindi deciso di portare la biblioteca in classe, perché se il lettore non va dal libro, il libro va dal lettore! Un carrello pieno di libri irrompe in classe durante l’orario di lezione. Dal carrello un lettore estrae una sportina contenente i libri selezionati in base al livello di lettura della classe e viene proposta la lettura ad alta voce di brevi passi scelti. Il lettore mostra infine tutti i libri contenuti nella sportina e lascia lo spazio ai ragazzi per la scelta del libro da prendere in prestito. Il mese successivo torna in classe a riprendere i libri prestati e a portarne di nuovi. Questa semplice idea ha mostrato di essere molto efficace forse proprio perché semplice e diretta: dalle iniziali 7 classi aderenti di due anni fa si è passati lo scorso anno a 12, per arrivare quest’anno a 23, praticamente tutte! E questo ha permesso di realizzare il sogno di ogni biblioteca: nel giro di un giorno sono finiti i libri per ragazzi in dotazione! Alla faccia delle litanie sul fatto che i bambini sono sempre attaccati a smartphone e videogiochi. I bambini sono curiosi e onnivori: se si offre un videogioco ci giocano, se si offre un libro lo leggono. Basta che qualcuno (adulto) si faccia carico di proporre un libro e non un videogioco. Tuttavia la realizzazione di questo sogno ha fatto sorgere un problema, perché la biblioteca non ha abbastanza libri per altri piccoli utenti! Il Bibliopoint lancia dunque un appello: servono libri per ragazzi, soprattutto per le fasce di età 5-7 anni e 8-9 anni! La bibliotecaria del Bibliopoint è sicura che dalle cantine di tanti privati e dagli scaffali poco frequentati di molte biblioteche possono uscire antichi e recenti tesori di lettura, con il doppio vantaggio di rendere di nuovo fruibile tanta buona letteratura e di permettere ai ragazzi di spaziare sempre più con la conoscenza e la fantasia.  


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