26 luglio 2012

Le Olimpiadi 2012: tra sobrietà e compatibilità

La recessione si fa sentire e influenza non poco il clima in cui si svolgeranno i Giochi Olimpici di Londra; inoltre è difficile che la tregua olimpica investa con utopica neutralità le decine di conflitti che insanguinano in questo momento il pianeta. Ma anche alleggerita dall’idealismo intransigente delle origini (dilettantismo, pace universale, lontananza dal mesto affaticarsi della politica e della diplomazia) la fiaccola olimpica esercita ancora il suo fascino e suscita interesse e passioni. In questo momento è diffuso il desiderio di mettere al centro contese non sanguinose e non monetizzabili, dove l’impegno, la determinazione, l’abilità decidono lealmente vittorie e sconfitte, senza l’incubo delle irrazionali fluttuazioni del mercato e degli opachi spread. Per poco più di due settimane, le competizioni sportive cercheranno di catturare l’attenzione e di oscurare le abituali preoccupazioni. Le imprese di Bolt e Phelps, di Federer e degli imprendibili africani sulle corse lunghe, le gioie e le lacrime dei podi, l’impegno dei tanti sconosciuti atleti, mostreranno un primato della lealtà e del rispetto reciproco, forse di facciata, ma che ispira nostalgia di altre, più solide, epoche. Giochi olimpici austeri, ma non in sordina: con la sola cerimonia di inaugurazione che costa 34 milioni di euro e circa 12 miliardi di euro di spesa complessiva (meno di un terzo di quelli spesi a Pechino, ma comunque una cifra enorme, in questi non frivoli tempi), Londra prova a riproporsi al centro dell’attenzione mondiale con la sua unicità, confermata anche dal fatto di essere la sola città del mondo ad avere ospitato i giochi tre volte. Certo lo spirito non è quello con cui Londra si candidò e ottenne l’assegnazione, come simbolo di una società in crescita e in movimento; in questi anni, soprattutto da Pechino 2008 in poi, molte cose sono cambiate. Ma Londra è forse la città olimpica per eccellenza, il luogo di nascita dello sport moderno e il simbolo della lealtà nelle competizioni. Lo stesso De Coubertin si stupì molto delle difficoltà incontrate dalla sua proposta di disputare le prime olimpiadi moderne ad Atene: molti avrebbero preferito Londra.  Del resto, dopo il generoso esordio di Atene e gli incerti risultati della seconda e delle terza edizione, furono proprio i giochi di Londra nel 1908 a restituire alle Olimpiadi prestigio internazionale e rappresentatività, ponendo le basi di quello che le Olimpiadi moderne sarebbero diventate. Per approfondire la storia delle Olimpiadi, conoscere nel dettaglio le singole edizioni e gli atleti leggendari che hanno contribuito mantenere viva la fascinazione che si rinnova ogni quatto anni, Treccani rende ora disponibile Le Olimpiadi in formato e-book, acquistabile su Apple Store e Kindle Store.


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