08 maggio 2012

Professioni "non monotone". 6) L'agente di viaggio

Massimo Savoia, attivo nel campo del viaggio da più di due decenni, è direttore dell’agenzia Noteinviaggio di Alderan

 

1) Ho l'impressione che fare l'agente di viaggio oggi non sia molto monotono Infatti, non mi annoio quasi mai. Non è neanche così eccitante come qualcuno potrebbe pensare, però. Viviamo in un era in cui si viaggia come mai nel passato. Da evento straordinario nella vita di un individuo il viaggio è diventato frequente e ordinario. Ho cominciato a fare questa professione quando ancora il ''viaggio'' aveva il sapore romantico della scoperta, era un retaggio del Gran Tour di iniziazione. Anche se ora le cose sono cambiate sono affezionato a questa idea.

 

2) Internet, voli low cost, ecc., quante volte ha dovuto reinventare il suo lavoro? Internet è stata, dapprima, una grandissima opportunità. Informazioni e comunicazioni accessibili in grande quantità e senza limiti hanno agevolato il mio modo di lavorare. Prima della rete ogni agente di viaggi era una specie di ''sacerdote'' che, con strumenti poco accessibili ai più (telefonate intercontinentali, telex e poi fax), riusciva a comunicare con altri mondi. L'esperienza era quindi la merce fondamentale che si offriva al viaggiatore. Con l'arrivo di internet naturalmente è venuto meno il monopolio di queste conoscenze: tutti, anzi molti, hanno accesso a informazioni e modalità di prenotazioni.  In questa nuova situazione mi sono trovato nella necessità di reinventare il mio lavoro. Il viaggio stava perdendo la sua natura, straordinaria, unica, ''esotica''. Ho lasciato l'idea del viaggio per il viaggio e mi sono concentrato sulle motivazioni, ma soprattutto le passioni, per cui si affronta un viaggio. E tra le tante (e per motivi in parte casuali) ho scelto la musica, quella cosiddetta colta, sinfonica e opera. C'è un piccolo grande mondo di appassionati che segue orchestre, direttori, interpreti o che visita città e luoghi che in qualche modo evocano ''emozioni musicali''. Dopo vent'anni di attività nel mondo del turismo, iniziata nel fantastico mondo dei pionieri di Nouvelles Frontieres, sono passato alla fase turistico-musicale ed è nato www.noteinviaggio.it. La trasformazione è stata radicale. Intanto è aumentato il mio ascolto musicale. Inoltre ho cercato i nuovi collaboratori nel variegato mondo della musica (musicisti, musicologhi, semi-impresari, uffici marketing di teatri e auditori). La parte più difficile è stata, ed è, combinare e coordinare professionalità e sensibilità diverse e poi trovare una sintesi. Che significa avere un prodotto, un'offerta in grado di stuzzicare una platea attenta ed esigente degli appassionati di musica.

 

3) Come sono cambiati i suoi clienti? Ho sempre pensato che chi affronta un viaggio, segue un'idea che ha già una forma e una dimensione nella propria testa. In un certo senso il viaggio vuole essere una verifica e un'esperienza sul campo. Ci sono clienti che ne sanno molto più di me: sono informati, competenti. Di solito sono insofferente a quanti mi chiedono classifiche sui posti più belli da vedere nel mondo. Ecco, molti clienti sono cambiati nel senso che non iniziano il proprio viaggio ''prima'' ma si affidano alla potenza del marketing e della comunicazione dell'industria del turismo e, per certi versi, non fanno il proprio viaggio ma quello di un altro. Nell'ambito del turismo musicale e culturale questo succede molto meno.

 

4) Quanto si sente precario? Mi sento, e sono, molto precario. In questo settore, come in tanti altri, basta pochissimo per trovarsi fuori mercato. Molti Tour operator italiani di dimensione media vivono una reale crisi dovuta alle situazioni di mercato cambiate. I grandi agenti turistici mondiali ormai hanno alle spalle nomi come Microsoft, Google....Come non sentirsi precari? L'unica via è cercare di avere idee originali e aggiornarsi continuamente. E forse non basta neanche questo. Aiuterebbe vivere in un contesto economico e politico consapevole che tra patrimonio artistico-culturale italiano e turismo c'è una stretta relazione. I clienti che portiamo in giro nei teatri del mondo ascoltano l'Opera che è nata in Italia ed è cantata in italiano. È solo un esempio della leadership culturale che il nostro paese ha esercitato per lunghi secoli. Difficilmente Microsoft, per quanto grande sia, potrà replicare questa magia. Perchè non partire da questo?

 

5) Lo rifarebbe? Lo rifarei. Questo mestiere ha tanti difetti ma devo ammettere che non avrei viaggiato tanto se avessi accettato il lavoro in banca che mio padre aveva programmato per me. Cominciare a viaggiare negli anni '80 mi ha consentito di vedere un mondo molto poco omologato dove arrivando a Bombay ho pensato che Dante, per scrivere l'inferno, doveva avermi preceduto.  O atterrando a Pechino ho potuto vedere le mitiche biciclette a milioni e i non meno mitici ''maoisti'' così diversi da quelli che frequentavano il mio liceo. Non è poco. Magari però la prossima vita cambio. 


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