13 Dicembre 2022

Nulla di ciò che è reale può essere minacciato

Le esperienze religiose fra rivelazione, terrore e rassicurazione

Nell’opera Il Sacro , lo storico delle religioni Rudolf Otto impiega l’espressione ganz Anderes , ‘completamente altro’, per fare riferimento al numinoso, ciò che colma di stupore e terrore quando l’esperienza religiosa si rivela completamente aliena rispetto alla realtà ordinaria.

Divenuta una categoria classica dello studio delle esperienze religiose, quella del Totalmente Altro è una figura particolarmente efficace per comprendere le rivelazioni personali di autori spesso ancora attoniti e incapaci di descrivere ciò che hanno visto. L’incontro a tu per tu con la rivelazione divina non è caratterizzabile se non per il fatto che essa ha ben poco a che fare con l’ordine abituale delle cose.

 

Ad esempio, il Totalmente Altro può invadere la vita di una persona ordinaria e trascinarla al di fuori delle categorie sociali a cui apparteneva fino ad allora. Nel caso emblematico del profeta Ezechiele, questo incontro con il numinoso ha luogo sulle rive del fiume Chebar durante la cattività babilonese del popolo ebraico. I cieli si aprono davanti ad Ezechiele ed egli riceve il compito di trasmettere un messaggio divino.

 

Nel 1965, per la psicologa clinica Helen Schucman i cieli non si aprono affatto. In modo assai più prosaico, la carrozza della metro sulla quale questa ricercatrice si trova per andare a lavoro viene invasa da una luminosità cangiante che sembra visibile solo a lei, e i volti di coloro che la circondano splendono di una luce iridescente. 

 

Non è un caso che le esperienze mistiche siano spesso accompagnate da parole rassicuranti.

Non temere, non avere paura, o come nel libro di Isaia (41:13), «perciocché io sono il Signore Iddio tuo, che ti tengo per la mano destra; che ti dico: non temere, io ti aiuto». Parole simili ricorrono nelle testimonianze di esperienze spirituali. Questa ammonizione ripetuta continuamente mette in discussione il luogo comune per cui la spiritualità sia un rimedio alla paura, alle incertezze, alle preoccupazioni della vita quotidiana, soprattutto per coloro che appartengono a classi subalterne e non hanno a disposizione altre fonti di rassicurazione.

Negli incontri con il Totalmente Altro , al contrario, è la normalità ad essere rassicurante. A fare paura è l’invasione del numinoso e l’abisso di incomunicabile stupore che esso apre sotto i piedi del malcapitato eletto al ruolo di profeta.

 

Se nella visione di Ezechiele la presenza divina si manifesta in modo difficilmente comprensibile, in un modo che per secoli alimenterà le speculazioni dei mistici, l’esperienza di Schucman è apparentemente più ordinaria. 

Nel corso di questa visione, Schucman riceve l'istruzione di annotare una rivelazione destinata a tutta l’umanità. Nel suo caso, il Totalmente Altro non appare in modo sovrumano e potente, ma tramite una voce disincarnata che le si rivolge in modo benevolo, molto distaccato e cortese. Questo tono da ordinaria amministrazione è quasi più inquietante delle grandiose apparizioni che spesso – ma non sempre – caratterizzano esperienze simili. 

Si ha come l’impressione che Dio sia impegnato, e che Schucman sia riuscita a mettersi in contatto con la sua segreteria telefonica. Per parafrasare: 

 

«Prema 1 per iniziare il corso, prema 2 per iniziare il corso, prema 3 per iniziare il corso. Non è un corso opzionale. Prenda appunti».

 

Così ha inizio la redazione di A Course In Miracles , ovvero Un Corso in Miracoli . Con la sua distintiva copertina blu oltremare, il titolo in caratteri dorati, nonché la mole notevole (più di mille pagine nell’ultima edizione italiana), questo volume è facilmente distinguibile sugli scaffali Spiritualità - New Age delle librerie.

La trascrizione e riorganizzazione del testo vede Schucman impegnata all’incirca per sette anni, durante i quali si affianca a lei come editore Bill Thetford, direttore del centro di ricerca in psicologia per cui Schucman lavora, il Presbyterian Medical Center della Columbia University. 

È bene notare che i risultati medici rilevanti prodotti nel medesimo centro di ricerca includono gli studi sulla cauterizzazione cardiaca (valsi il premio Nobel 1956 per la medicina) e sulla microscopia crioelettronica (premio Nobel 2017 per la chimica). In questo contesto di ricerca medica rigorosa, la modalità di scrittura di Schucman, solitamente indicata come dettato automatico , sembra una eccezione e forse una macchia sul prestigio delle ricerche scientifiche condotte nel suo ambiente professionale, nonché un incidente nel percorso intellettuale di una studiosa.

 

Per questo motivo, chiedersi che status accordare a Un Corso in Miracoli pone delle domande interessanti e ne fa un caso studio esemplare. È legittimo mettere a confronto come abbiamo fatto sinora, e non necessariamente alla pari, l’esperienza di Schucman con quella del profeta biblico Ezechiele? È possibile accettare come valida una rivelazione divina, se essa avviene nel tragitto di una psicologa da casa propria all’ufficio? E, quanto al valore di questa rivelazione, è possibile che essa provenga da una entità disincarnata e non da un recesso della psiche individuale?

 

Se alle prime due domande, per il principio di carità interpretativa, è necessario rispondere almeno provvisoriamente di sì, la terza è una delle questioni fondamentali degli studi che hanno per oggetto l’emersione di simili rivelazioni contemporanee. In questo modo, Un Corso in Miracoli offre degli spunti per parlare dell’esperienza religiosa nel mondo odierno, anche quando essa è caratterizzata da episodi di grande intensità, in cui l’ordine abituale delle cose viene sospeso dall’invasione del Totalmente Altro .

 

Come osserva Olav Hammer nell’opera dal titolo Claiming Knowledge del 2004, prendere in considerazione questi aspetti della cultura occidentale contemporanea è «estraneo ai canoni di buon gusto nella storia delle religioni», eppure si tratta di un compito importante per comprendere le trasformazioni e le novità della cultura religiosa contemporanea. La peculiarità che contraddistingue la religiosità odierna, secondo Hammer, è la sua originalità in materia di contenuti oltre che la sua collocazione all’interno di una cultura dichiaratamente secolare come quella euro-americana.

Per questo motivo Hammer impiega la distinzione emico/etico per rendere accessibile agli studi il Corso e numerosi altri testi affini. Si tratta di un approccio agli studi religiosi che ricorre all’ epoché di marca fenomenologica, ovvero alla sospensione del giudizio, che “mette fra parentesi” il problema di vero o falso. Mettere da parte la questione di verità o falsità permette di distinguere tra il punto di vista dei credenti e quello degli studiosi, ovvero tra la prospettiva emica , che ha per oggetto l’esperienza vissuta in prima persona dai fedeli, e la prospettiva etica , che considera la religione come un insieme di credenze, pratiche e rituali umani da studiare analiticamente. Non si tratta certo di una operazione da poco, in quanto richiede una analisi rigorosa del tipo di credenze implicite ed esplicite coinvolte nell’esperienza religiosa dei credenti, ma non di meno delle credenze sulle quali i ricercatori si basano per portare avanti la propria indagine, in modo da distinguere le due categorie.

Questa operazione di decostruzione critica delle pratiche religiose è ancora più complessa nel caso delle religioni contemporanee. Ad esempio, nel caso di Un corso in Miracoli , ricercatori e credenti si muovono all’interno di ambienti sociali analoghi, nella medesima cultura, e nel caso di Schucman, anche nei corridoi dello stesso dipartimento universitario.

Il risultato di questo approccio è significativo sia per lo studio della storia delle religioni in senso stretto, sia per l’analisi dei criteri di verità che determinano l’accettazione o meno delle credenze nella cultura contemporanea. La spiritualità che ne emerge è caratterizzata da un approccio pratico informato da un forte empirismo e da un netto rifiuto della gerarchia in funzione dell’accessibilità senza mediazioni.

Queste due tendenze parallele vengono evidenziate sia dai contenuti dei testi, sia nelle pratiche discorsive che essi impiegano, sia infine nell’atteggiamento di coloro che ne praticano gli insegnamenti. Ad esempio, il Corso si presenta sin dalle prime pagine come un insegnamento non solo aperto a tutti, ma indispensabile al punto da essere necessario per chiunque. Per questo motivo, nel manuale si dichiara che il suo fondamento è da cercarsi nell’efficacia pratica del messaggio che contiene, piuttosto che in una comprensione teorica. Coloro che lo hanno ricevuto, Helen Schucman e Bill Thetford in primis , lo hanno fatto tramite una esperienza di rivelazione eccezionale, e ogni lettore è invitato a sperimentare da sé i risultati della loro spiritualità.

Il Corso , in estrema sintesi, propone al lettore una visione del mondo atto a rendere la comparsa di miracoli non un'eccezione, ma la norma. Per quanto si tratti di un obiettivo ambizioso, ancora più della ricerca di un miracolo è interessante la via proposta per arrivarci, quella di un cambio di orientamento del pensiero individuale. Tornando ad una prospettiva più ampia, che fa emergere dei tratti dell’esperienza religiosa nella società contemporanea, il successo pluridecennale di una simile proposta è significativo.

La popolarità del Corso , infatti, testimonia una grande curiosità nei confronti della spiritualità, e una diffidenza verso le gerarchie tradizionali, che male si adattano ad una cultura empirista. Questa enfasi sul valore veritativo dell’esperienza, perlomeno nella sua forma di senso comune, determina l’uguaglianza di tutti i punti di vista, e quindi la ricerca di un accesso non-mediato ed egualitario alla spiritualità. Allo stesso tempo la diffusa visione materialista, o perlomeno scettica, circa l’esistenza di una dimensione ulteriore della realtà, determina una scelta religiosa con una elevata finalità pratica. La spiritualità proposta dal Corso infatti permette all’individuo di rafforzare il proprio senso di coerenza interiore tramite l’adozione di una precisa visione del mondo al fine di aprire la propria vita terrena a dei miracoli che, almeno in questo quadro, sono terreni anch’essi.

 

Per saperne di più :

Un corso in miracoli , trad. Isabella Popani, Fulvio Merlino, Sergio Pestarino, Gruppo Editoriale Armenia, 1999.

Rudolf Otto, Il sacro: l'irrazionale nella idea del divino e la sua relazione al razionale , trad. Ernesto Buonaiuti, Milano, SE, 2009.

Giulio Busi, Città di luce , Torino, Einaudi, 2019.

Olav Hammer, Claiming knowledge. Strategies of epistemology from theosophy to the New Age, Leiden, Brill, 2004.


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