19 giugno 2021

L'Editoriale

Arbitrio

Nondimanco, perché il nostro libero arbitrio non sia spento, giudico potere esser vero, che la fortuna sia arbitra della metà delle azioni nostre, ma che ancora ella ne lasci governare l’altra metà, o poco meno, a noi. (Niccolò Machiavelli)

 

 Si è conclusa la serie di articoli riguardanti il tema Arbitrio, che è stato inaspettatamente trattato soprattutto da un punto di vista scientifico. Dei tre contributi pubblicati, infatti, due hanno messo in primo piano la matematica e le scienze, dimostrando come un argomento così complesso non possa essere escluso da nessun campo del sapere umano.

 

Si pensi al problema del libero arbitrio: nell’analisi della possibilità per l’uomo di avere o meno il controllo e la scelta sulle proprie azioni non si può prescindere dalla branca della neuroscienza, come si è dimostrato nell’articolo Libero arbitrio: una questione scientifica. Lo studio del funzionamento della psiche umana è infatti fondamentale per la comprensione di questo tema, ma non sufficiente per fornire una risposta definitiva: in base all’analisi dell’autocoscienza umana, per esempio, il libero arbitrio sarebbe un’illusione, e allo stesso modo, secondo gli studi della cibernetica, essendo l’uomo una macchina governata dal sistema nervoso egli non può avere libertà di scelta.

 

Più vicino alla matematica è invece l’articolo Cosa vuol dire scegliere per un matematico?, che si propone di dare una spiegazione degli assiomi fondamentali del pensiero matematico e di dimostrare intuitivamente perché sia stato necessario introdurre il cosiddetto Assioma della scelta (AC). L’elaborato si sofferma anche sulla spiegazione del Paradosso di Banach-Tarski e sul Teorema di Zermelo o del Buon Ordinamento, due curiosi risultati matematici in cui l’Assioma della Scelta gioca un ruolo fondamentale.

 

Il terzo articolo apre infine uno spiraglio diverso sul tema dell’arbitrio: «Lume» e «libero voler»: breve itinerario nel pensiero moderno traccia infatti un percorso tematico che dall'antichità ci conduce ai più illustri esponenti della modernità europea, analizzando le principali correnti filosofiche che hanno contribuito a definire limiti ed estensioni della libertà umana. L’elaborato evidenzia come il concetto di determinismo abbia i suoi primi cenni, ereditati poi dall’antica scuola dello Stoicismo, nel pensiero degli atomisti, e veda le azioni umane come determinate da una condizione di necessità. L’autore passa poi a delineare i tratti della Sostanza di Spinoza, che esiste di per sé perché unica causa del proprio essere, e poi dell’eredità tomistica nel poema di Dante, in cui tramite la spiegazione della prescienza divina il concetto di determinismo è negato: il fatto che Dio sia spettatore degli eventi non significa che essi siano predeterminati, e quindi il libero arbitrio umano è presente.

 

Per concludere, Arbitrio ha lasciato ampio spazio di esposizione per gli articolisti, mostrando sia il versante storico-filosofico, sia il versante scientifico-matematico, allontanandosi da una visione e trattazione monofocale e offrendo, di conseguenza, la possibilità di scegliere.

 

Immagine da Pixabay - Libera per usi commerciali

© Istituto della Enciclopedia Italiana - Riproduzione riservata

0