08 giugno 2020

Contact tracing e tracciamento dei contatti

 

1. L'evento pandemico. L'arrivo, a cavallo del 2019-2020, del (nuovo) coronavirus, o più esattamente del Covid-19, ovvero del Sars-CoV-2, neologismi dell'anno, se da un lato ha sconvolto − anzi continua a devastare − la vita umana e socio-economica di milioni di italiani (con migliaia di decessi), anzi, trattandosi di una pandemia, di miliardi di umani nel mondo, dall'altro ha inevitabilmente avuto (ed ha) ripercussioni sull'inglese e l'anglo-americano, le cui comunità scientifiche hanno per prime affrontato i relativi problemi, dalle molteplici angolazioni di discipline diverse: biologia, genetica, medicina, economia, sociologia, statistica, psicologia, ecc.

 

2. Bombardamento di tecnicismi e acculturazione di massa. Di riflesso, dato l'enorme prestigio socio-culturale dell'inglese/anglo-americano, la lingua italiana ha accolto o si è arricchita, con buona pace dei (neo)puristi, di non pochi anglicismi, integrali o adattati e calchi semantico-strutturali, costituiti da parole di ogni tipo semplici e complesse: suffissati, prefissati, parasintetici, composti, sintagmi, blend, sigle, ecc., tratti dai vari ambiti specialistici.

I tecnicismi di tali discipline, diffusi quotidianamente e viralmente attraverso i mass media, soprattutto televisivi, cartacei e via internet, hanno finito col perdere il loro carattere di voci rare, di basso uso, o poco note, diventando termini frequentissimi. I quali bombardati nelle case degli italiani in programmi televisivi diversi, con la partecipazione di specialisti (compresi i politici e giornalisti agguerriti), hanno reso gli ascoltatori, volenti o nolenti, più acculturati, così per es. nel caso dei termini di biologia (per es. virus, batterio, microbo, anticorpo), di genetica (genoma, mutabilità ecc.), di medicina (asintomatico, pandemia, infettivologo, virologo, polmonite interstiziale, siero, vaccino, plasma, tampone, ecc.), ma anche di economia (per es. SURE, MES, condizionalità, recovery fund [fɒnd] banalizzato in /faund/ 'found'), di sociologia (distanziamento sociale, lockdown, isolamento, ecc.), di statistica (per es. picco, curva epidemica, test), di psicologia, ecc.

 

3. Il caso di contact tracing e tracciamento dei contatti. In attesa che gli scienziati trovino un vaccino che preservi dal Covid-19 chi è ancora sano, e che si individuino le cure adatte (mediante anticorpi, ecc.) per chi è invece stato colpito con diverso impatto (ai polmoni, ai reni, al cervello, al cuore, ecc.) dal virus, la soluzione più adeguata per combatterlo è quella della "ritirata strategica", ovvero di sottrarsi al virus isolandosi il più possibile, per evitarne il contatto. E quindi, se si è accertato di essere portatori del virus (asintomatici o meno), la strategia da adottare è quella di rintracciare tutte le persone con cui si è avuto un contatto, sì da isolarle (quarantena e isolamento) e limitare così la propagazione del virus.

Il termine magico per indicare tale strategia è ora indicato con l'anglicismo integrale contact tracing e il traducente-calco tracciamento dei contatti.

 

3.1. Contact tracing in anglo-americano. Tra le nuove parole inserite nel marzo 2020 nel Merriam Webster si segnala il nostro termine (che ancora sembra latitare nell'Oxford English Dictionary on line): "Contact tracing means the practice of identifying and monitoring individuals who may have had contact with an infectious person as a means of controlling the spread of a communicable disease".

 

3.2. Usi e attestazioni istituzionali in italiano di contact tracing e tracciamento dei contatti. Il termine inglese e il traducente-calco italiano appaiono in documenti istituzionali, come il decreto del ministro della salute Roberto Speranza del 30 aprile, che ne 'codifica' l'uso in quanto voci normativamente "corrette".

Un parametro del decreto parla di "Numero, tipologia di figure professionali e tempo/persona dedicate in ciascun servizio territoriale al contact-tracing".

E poi si menzionano "le attività di indagine epidemiologica, il tracciamento dei contatti, il monitoraggio dei quarantenati, l’esecuzione dei tamponi".

 

3.3. Contact tracing (digitale) e tracciamento dei contatti nei mass media. Il composto anglo-americano ha quindi cominciato a circolare sia nella stampa on line (per es. "Linkiesta"), che nella stampa cartacea (per es. "Il Fatto Quotidiano" FQ), dove anglo-americanismo e traducente italiano possono anche coesistere a beneficio del lettore:

 

(i) "La norma indica il recinto dentro il quale si muoverà l’applicazione di contact tracing che gli italiani potranno scaricare nella fase 2 per sapere se sono stati in contatto con un positivo al coronavirus [...]. È prevista una piattaforma informatica istituita al ministero della Salute “per il tracciamento dei contatti stretti tra i soggetti che, a tal fine, hanno installato, su base volontaria, un’apposita applicazione sui dispositivi di telefonia mobile [...]” (Virginia della Sala, L’app per tracciare i contatti: decise le regole su Immuni, FQ, 30 aprile 2020, p. 2).

(ii) "L’Istituto superiore di sanità, intanto, ha avviato il corso a distanza “Emergenza epidemiologica Covid-19: elementi per il contact tracing”, strutturato per un platea ampia di 20mila operatori sanitari da formare e impiegare nel tracciamento dei contatti e degli spostamenti" (Lidia Baratta, Non solo Immuni, mancano anche seimila tracciatori di contatti, in "Linkiesta" 23 maggio).

 

3.3.1. Tracciamento manuale e tracciamento digitale. Addentrandosi nei problemi del "tracciamento" la citata Lidia Baratta si sofferma sulla varia tipologia, distinguendo il tracciamento manuale con i "tracciatori umani" da quello digitale con le App (Immuni):

 

"Eppure, nella lotta all’epidemia, il tracciamento manuale e il tracciamento digitale non sono alternativi. Anzi. Jason Bay, il capoprogetto della app di Singapore che ha ispirato Immuni, ha dichiarato che nessun sistema di tracciamento digitale può sostituire quello manuale. E i Paesi asiatici modello, prima ancora delle app, non a caso si sono dotati di migliaia di tracciatori umani" (ibid.).

 

Chiarendo nel contempo la procedura del "tracciamento manuale":

 

"Come funziona il contact tracing manuale? Una volta diagnosticato un caso positivo, gli operatori sanitari contattano il malato e gli chiedono l’elenco delle persone che ha incontrato. Questi contatti, a loro volta, vengono classificati a seconda del livello di rischio, che varia in base al tipo di interazione avuta, se più o meno vicina o più o meno lunga. I soggetti ad alto rischio vengono poi messi in isolamento e contattati ogni giorno per monitorare la comparsa di sintomi" (ibid.).

 

Al "tracciamento digitale" faceva già riferimento indicandolo tout court come "contact tracing" via "app" un art. del "Fatto Quotidiano" (4 maggio 2020):

 

(i) "L’app di contact tracing che gli italiani potranno scaricare volontariamente per mappare i possibili infetti e i loro contatti [...] verrà gestita dal protocollo decentralizzato europeo Dp-3t" (p.8).

 

4. Contact tracer. Chi ha invece il compito di rintracciare tutte le persone con cui un portatore del virus è venuto a contatto è indicato con il termine contact tracer. Il composto appare in primo piano nel titolo di un intervento in "Linkiesta" (2 maggio 2020), non tradotto, ma il cui significato è chiarito contestualmente, anche con la parafrasi "investigatori anti Covid":

 

(i) Stefania Carini: "Contact tracer. Arrivano gli investigatori anti Covid, come in una serie tv" (2 maggio 2020).

(ii) "Accanto alla App, alla tecnologia, con le sue possibilità ma anche le sue falle, per molti sarà necessario un altro tipo di tracciamento. Antico, affascinante e del tutto umano. Fate largo a chi darà ora la caccia al Covid: il contact tracer" (ibid.).

(iii) "Questo volto della lotta al Covid sembra perfetta materia narrativa: il contact tracer come nuova figura di qualche futura serie Tv?" (ibid.).

(iv) "Ogni paese ha i suoi parametri per reclutare e impiegare i contact tracer. Alcuni lavorano in remoto, via telefono, usando varie tecnologie, ma altri anche sul campo, per testare e seguire le persone. Un po’ medici, un po’ investigatori, un po’ addetti alla sorveglianza. Il loro è un lavoro basato su parametri scientifici, ma prevede anche una parte di indagine e di monitoraggio costante" (ibid.).

 

E l'articolo procede quindi tracciando l'adozione in vari paesi di tale strategia, indicando a) nell'Inghilterra l'avvio della pratica, adottata poi b) negli USA (Illinois e Massachusetts ) , passata quindi c) in oriente (Cina, Taiwan, Singapore, Sud Corea), poi d) in Italia nella regione Veneto, quindi in e) Francia e f) ancora in Italia a livello istituzionale con il decreto ministeriale del 30 aprile.

Lidia Baratta, nell'attacco del suo articolo chiarisce ancora i termini del problema riprendendo l'anglicismo contact tracer ministeriale del 30 aprile e soffermandosi sulla relativa procedura:

"In base al decreto del 30 aprile, è previsto che venga reclutato un “contact tracer” ogni diecimila abitanti per il contenimento del contagio. Un esercito di medici e assistenti sanitari che l’Italia ancora non ha, ma senza il quale la app di Bending Spoons è del tutto inutile" ("Linkiesta" 23 maggio).

 

4.1. Tracciatore di contatti. Nello stesso intervento della Baratta (23 maggio) il citato contact tracer è stato preceduto nel titolo dal traducente italiano tracciatore di contatti:

 

(i) Lidia Baratta: titolo "Non solo Immuni, mancano anche seimila tracciatori di contatti. [...] seimila operatori dedicati [...] dovranno tracciare i contatti, monitorare i pazienti in quarantena, eseguire i tamponi, inserire «tempestivamente» i dati nei diversi sistemi informativi. [...] E i Paesi asiatici modello, prima ancora delle app, non a caso si sono dotati di migliaia di tracciatori umani" (ibid.).

 

L'art. procede poi nell'analisi con ricorso a vari "doni" lessicali, variamente contestualizzati, a testimonianza della diffusione quasi 'pandemica' degli stranierismi, nella fattispecie inglesismi:

 

"La fase due è iniziata. E non solo non è pronta la app Immuni, ma nemmeno la task force di seimila esperti che nelle Asl di tutte le Regioni dovrebbero tracciare manualmente i contatti e gestire gli alert emessi dalla applicazione, telefonando immediatamente ai potenziali contagiati. Non una cosa di secondo piano: senza il personale sanitario in carne e ossa pronto a intervenire in poco tempo nella catena di montaggio, il software di Bending Spoons di fatto è inutile" (ibid.).

 

Immagine: General illustration of Contact Tracing based off of CDC-material.

 

Crediti immagine: CFCF / CC BY-SA (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)


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