26 marzo 2021

Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare

Per modo di dire…

1. L’origine americana - Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. Con questa espressione è reso in italiano il motto americano When the going gets tough, let the tough get going che rappresenta un invito e una esortazione ad affrontare gli ostacoli quotidiani con audacia e a considerarli non come impedimenti ma piuttosto uno stimolo per tirare fuori la forza e la determinazione per fronteggiarli.

Secondo l’Oxford Dictionary of Proverbs, l’origine del motto è da ricondursi agli ambienti del football americano e l’espressione è attribuita a uno dei più famosi allenatori del Novecento, Frank Leahy (1908-1973). Il coach lo avrebbe pronunciato per la prima volta nel 1954, in occasione di una partita difficile, per incitare i suoi giocatori a scendere in campo con audacia. In seguito, l’espressione si sarebbe estesa anche alla politica quando lo stesso Leahy, nel 1956, la utilizzò in un discorso a sostegno della nomina di Dwight D. Eisenhower a presidente degli Stati Uniti. Il motto divenne molto frequente nel lessico familiare dei Kennedy: pare, infatti, che fosse ricorrente nei discorsi del capostipite Joseph P. Kennedy (1888-1969), uomo d'affari e padre del presidente John F. Kennedy (cfr. Rielly 2009; Speake 2015).

Divenuta in seguito molto comune in lingua inglese per indicare la resistenza e l’intraprendenza di fronte alle difficoltà, l’espressione fu ripresa nel 1978, nel film Animal House di John Landis, che le permise di varcare i confini americani per approdare tra i modi di dire delle lingue in cui il film fu tradotto. Nel 1985, Billy Ocean ottenne un grande successo internazionale con la canzone intitolata proprio When The Going Gets Tough, The Tough Get Going che, nello stesso anno, fu scelta anche come colonna sonora del film The Jewel of the Nile di Lewis Teague, trovando nuovi contesti per essere impiegata in senso metaforico.

2. Quando è entrato il modo di dire in italiano? - Dalle ricerche fatte in rete e sui dizionari, sembrerebbe evidente che l’espressione sia entrata in italiano a partire dal film Animal House del 1978, diretto dal regista John Landis e concepito insieme a John Belushi (1949-1982), interprete del protagonista principale John Blutarsky, detto Bluto. La storia si svolge nel campus americano del Faber College, nel 1962: Bluto e i suoi amici fanno parte della confraternita Delta Tau Chi, la confraternita dai risultati accademici più bassi e dai modi di fare molto discutibili e trash rispetto al perbenismo di facciata della confraternita opposta, la Omega Theta Phi. Dopo una successione animata di eventi e di scontri tra le due confraternite, il Rettore decide di espellere dal campus tutti i membri della Delta. Mentre Bluto e i suoi amici si ritrovano, scoraggiati, ad accettare l’espulsione, arriva la notizia che uno di loro è stato selvaggiamente picchiato da alcuni membri della confraternita Omega. Ciò scatena la reazione di Bluto che prende la parola e cerca di convincere i propri amici a non darsi per vinti, ma a lottare per vendicarsi delle umiliazioni subite. E così li incita con le seguenti parole:

 

Bluto: What? Over? Did you say “over”? Nothing is over until we decide it is! Was it over when the Germans bombed Pearl Harbor? Hell no!

[…]

Bluto: And it ain't over now. 'Cause when the goin’ gets tough... The tough get goin’! Who's with me? Let’s go!

 

Non stupisce che Bluto citi when the goin’ gets tough... forse proprio in omaggio al famoso Leahy, perché anche John Belushi era stato un eccellente giocatore di football: al liceo, infatti, fu nominato capitano della squadra e in seguito gli fu addirittura offerta una borsa di studio al DuPage College di Chicago, a cui dovette rinunciare a causa dei voti bassi (proprio come il protagonista Bluto), perdendo così la possibilità di diventare allenatore di football. La metafora a cui Bluto pensa per incoraggiare gli amici a reagire è proprio quella della discesa in campo per andare a giocare una dura partita e, dopo aver pronunciato il discorso, si avvia correndo, mimando la corsa di un giocatore.

La traduzione italiana si deve alla società di doppiaggio DEFIS e al suo direttore Giacomo Piperno:

 

Bluto: Cosa? È finita? Hai detto finita? Non finisce proprio niente se non l’abbiamo deciso noi. È forse finita quando i tedeschi bombardarono Pearl Harbour? Col cazzo che è finita!

[…]

Bluto: E qui non finisce, perché quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. Chi viene con me? Su coraggio, andiamo!

 

L’adattamento italiano del film è stato decisivo per la creazione e per l’uso dell’espressione anche nella nostra lingua. Sulla base dei riscontri in rete e sui quotidiani, sembra che sia stato per primo il mondo del calcio a riprenderla: durante i mondiali di Italia ’90, infatti, Gianluca Vialli non era ancora riuscito a segnare nessun gol e, oscurato dalle performance di Totò Schillaci e di Roberto Baggio, fu investito da numerose polemiche circa il suo stato di salute; durante un’intervista il 27 giugno del ’90, Vialli citò la frase del film (che disse di aver visto poco tempo prima) per ribadire che sarebbe tornato in campo più forte di prima. Vialli non tornò in campo perché si ammalò di tracheite e i suoi mondiali non andarono come avrebbe desiderato, ma da quel momento in poi il modo di dire divenne di uso comune e fu ripreso anche al di fuori dell’ambito sportivo.

3. Su alcune ipotesi dalla rete - Su vari siti internet il modo di dire è attribuito, erroneamente, a Benito Mussolini. I testi scritti del duce e i suoi discorsi di piazza fanno spesso riferimento alla temerarietà dei soldati e del popolo italiano, che vengono continuamente esortati ad affrontare le situazioni più dure perché da esse saranno forgiati per uscirne sempre vittoriosi, secondo la propaganda fascista. Gli aggettivi duro, dura, dure, duri sono molto frequenti nei suoi testi, ma non vi è traccia del modo di dire che abbiamo fin qui descritto, la cui origine va quindi sicuramente ricondotta all’ambito sportivo del football americano degli anni Cinquanta del Novecento.

 

Bibliografia

Rielly 2009: Leahy, Francis William (Frank), in Edward J. Rielly, Football. An Encyclopedia of Popular Culture, Lincoln, University of Nebraska Press, 2009.

Speake 2015: When the going gets tough, let the tough get going in Jennifer Speake (a cura di), Oxford Dictionary of Proverbs (6th edn., previously co-edited with John Simpson). Oxford, Oxford University Press.

 

Il ciclo Per modo di dire... è curato da Alessandro Aresti, Debora de Fazio, Antonio Montinaro, Rocco Luigi Nichil, Rosa Piro, Lucilla Pizzoli. Di seguito, l’elenco degli articoli già pubblicati.

 

Lucilla Pizzoli, Colorare i discorsi

Alessandro Aresti, Attaccare (un) bottone

 

Immagine: Un placcaggio durante una partita del campionato universitario statunitense

 

Crediti immagine: Tammy Anthony Baker, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons

 

 


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