13 aprile 2021

Cambio di passo

Le parole della neopolitica

«Le chiediamo di dedicare uno specifico incontro con le categorie economiche e sociali più colpite dall’emergenza Covid e che chiedono al prossimo Governo un radicale cambio di passo rispetto a quanto accaduto finora» ha scritto Giorgia Meloni a Mario Draghi, allora presidente incaricato, il 9 febbraio 2021 (e nello stesso giorno Matteo Salvini dichiara che «serve un cambio di passo»). Da quel giorno per la Presidente di Fratelli d’Italia cambio di passo più che una parola-chiave della sua politica di opposizione pare diventare un tormentone, che ricorre costantemente nei suoi discorsi: «Da Draghi ci saremmo aspettati un deciso cambio di passo rispetto a Conte, ma le nuove misure restrittive decise oggi sono in perfetta continuità con la strategia fallimentare adottata dall’inizio dell’emergenza Covid» (nota del 12 marzo 2021); «Nessun cambio di passo, nessun aiuto concreto alle attività. Prendetevi un minuto di tempo per scoprire i veri numeri del decreto sostegni» (23 marzo 2021, su Facebook); «Come moltissimi italiani io speravo in un cambio di passo. Mi pare che dalle materie della lotta alla pandemia fino a quelle economiche, al netto della indiscutibile sostituzione di Arcuri, di novità non ce ne siano state in questi mesi» (30 marzo 2021, intervista al TG2), «Ma serve un cambio di passo: non si può più chiedere al Parlamento di autorizzare altro extradeficit e poi spendere quelle risorse in provvedimenti che non servono a nulla» (intervista al «Tempo», 3 aprile 2021).

 

Non è un’esclusiva

 

L’uso inflazionato di questa locuzione non è, però, esclusiva di Giorgia Meloni. Un po’ tutti i politici vi fanno ricorso, soprattutto all’interno dello schieramento che era stato all’opposizione del secondo governo Conte e in Italia Viva. Nel dibattito alla Camera sulle dichiarazioni programmatiche di Mario Draghi, il 18 febbraio 2021, hanno usato cambio di passo Roberto Giachetti (di «Italia viva»: «qualcuno potrebbe interrogarsi o, forse, spingersi a capire che era proprio arrivato il momento di un cambio di passo»); Alessandro Sorte («Cambiamo!»: «siamo certi che questo Governo rappresenterà il cambio di passo che gli italiani si aspettano»), Walter Rizzetto («Fratelli d’Italia»: «è chiaro, è evidente, anche nella stessa sua prossemica d'Aula, un cambio di passo, fortunatamente, rispetto al Governo precedente»), Nicola Molteni («Lega»: «serve, quindi, un cambio di passo da parte delle istituzioni europee»), oltre a numerosi deputati di Forza Italia: Catia Polidori («il cambio di passo che il Paese attendeva, e che Forza Italia, con il Presidente Berlusconi, immaginava da mesi e ha favorito, si è finalmente concretizzato»), Alessandro Cattaneo («sono, per noi, un cambio di passo di cui sentivamo fortemente il bisogno»), Deborah Bergamini («ci è molto chiaro che lei intende imprimere un cambio di passo all'Italia e Forza Italia è con lei»), Roberto Occhiuto («su questi temi e sulle emergenze del Paese ci aspettiamo un cambio di passo, è inevitabile che ci debba essere»).

 

Implorare una moratoria?

 

Sono caduti nello stereotipo anche il Presidente del Consiglio Mario Draghi («In Italia sono già operativi 1694 siti vaccinali fissi e altri verranno individuati. Per questo cambio di passo, avremo bisogno dell’aiuto di molti», 12 marzo 2021, in un intervento al centro vaccinale dell’Aeroporto di Fiumicino) e il Commissario per il contenimento e contrasto dell'emergenza epidemiologica Francesco Paolo Figliuolo in una dichiarazione del 27 marzo 2021 («in vista dell’arrivo imminente di un quantitativo importante di vaccini che costituisce la premessa per un cambio di passo effettivo, sempre nel rispetto delle priorità fissate dal Governo»).

Neppure esponenti del Movimento Cinquestelle e del Partito Democratico si sono rivelati esenti da quest’uso, anche se in contesti tematici diversi: il 22 marzo 2021 troviamo cambio di passo sia in un intervento di esponenti sardi del Movimento Cinquestelle («Abbiamo pensato che il recupero tardivo di quel documento corrispondesse a un cambio di passo dell’Ente, pronto ora a fermare i lavori edili a Punta Giglio fino a settembre, ma questo non è, nulla è cambiato»), sia in una dichiarazione del deputato del PD Alessandro Zan («Speriamo ci sia un cambio di passo e che al Senato Fdi e Lega abbiano un atteggiamento non ostile»). E nel narrare gli sviluppi della cronaca politica, anche i giornalisti ricorrono a questa espressione sclerotizzata.

Verrebbe quasi da implorare una moratoria, una tregua, anche breve, a politici, tecnici e giornalisti: non è possibile parlare dell’attuale situazione politica senza infilare per forza nel discorso l’espressione cambio di passo?

 

Ricorrenza e ripetitività

 

Naturalmente, cambio di passo non è un’espressione del tutto nuova nel linguaggio politico italiano. Ad essere rilevante è la sua ricorrenza e la ripetitività con cui compare nelle dichiarazioni degli ultimi giorni. Ma, tanto per dare qualche esempio dell’uso precedente, possiamo citare, dagli Atti del Senato, gli interventi del leghista Stefano Candiani, il 5 giugno 2018 in occasione della fiducia al primo governo Conte («l'interesse dei nostri concittadini, che in maniera inequivocabile hanno preteso, con le elezioni del 4 marzo, un cambio di passo da parte della politica»), di Alessandra Mussolini, «Popolo delle libertà», del 18 luglio 2013 («Sono loro, gli uomini, che devono cambiare la mentalità, non noi; quindi, mi auguro anche un cambio di passo su questo»), di Vannino Chiti, Partito Democratico, del 25 giugno 2013 («Sono dati di Eurostat, che dimostrano che dobbiamo promuovere misure urgenti, fare un cambio di passo e una svolta»). Ma si può riandare anche al discorso di Matteo Renzi alla Direzione del Partito Democratico che decretò la caduta del governo Letta, il 13 febbraio 2014. In quella occasione anche Renzi spiegò che era questione di cambio di passo: «vorrebbe andare nella stessa direzione e alla stessa velocità, mentre qui si decide un cambio di passo».

 

Le 51 parole (o locuzioni) già trattate da Michele A. Cortelazzo: menevadismo, contratto di governo, manina, palle, sovranismo, cambiamento, pacchia, mangiatoia, umanità, pigranza, buonista, revenge porn, radical chic, salvo intese, professoroni, rosiconi, gufo, sbruffoncella, rosicare, interlocuzione, rottamazione, ruspa, vaffa, sardine, Italia viva, Germanicum, spallata, non mollare, pieni poteri, zona protetta, ciuffetto, chiudere, riaprire, riapertura, Decreto Rilancio, congiunto, Stati generali, democrazia negoziale, Paesi frugali, zecca, negazionista, Zaiastan, dittatura sanitaria, sanitocrazia, sforzo produttivo, sinistra petalosa, ristoro, DPCM, derenzizzare, costruttori, draghetti, cacciavite

 

Immagine: 2005 World Championships in Athletics 3, attraverso commons.wikimedia.org

 

 

 

 

 

 


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