15 giugno 2021

Recovery

Le parole della neopolitica

Se leggiamo le dichiarazioni di esponenti politici di vari partiti, vediamo che da tempo impazza la parola recovery (che alterna con le espressioni complete recovery plan o recovery fund). Indica il fondo per finanziare la ripresa economica, dopo la crisi causata dalla pandemia, garantito dal bilancio dell’Unione Europea. La documentazione è amplissima: cito diverse dichiarazioni, per documentare l’estensione d’uso e la diffusione tra tutte le forze politiche. Ma è bene avanzare una riserva: non sempre l’uso dell’espressione inglese nella sua forma accorciata è attribuibile con certezza al politico che ha rilasciato la dichiarazione. Il confronto sul modo con cui giornali diversi propongono la stessa dichiarazione fa capire che a volte lo scorciamento non è del politico ma del giornalista. Con questa avvertenza, vediamo alcune dichiarazioni, come sono state riportate dai giornali, o come emergono da fonti dirette (per esempio profili facebook): Enrico Letta (“Sono alleati di tutti quelli che hanno tentato di bloccare il Recovery”, “Repubblica”, 30 maggio 2021); Roberto Gualtieri (“La prima cosa che farò quando diventerò sindaco sarà aumentare la capacità del Comune di fare progetti perché esattamente come il parco in cui siamo, il Recovery e il Pnrr rappresentano grandi opportunità ma il rischio è di non riuscire a fare nulla e di non essere pronti”, “Repubblica”, 16 maggio 2021); Marta Cartabia (“Sulla durata dei processi il governo si gioca tutto il Recovery”, “L’Opinione delle Libertà”, 11 maggio 2021); Matteo Salvini (“allegate al Recovery ci sono molte riforme a partire da quella fiscale, poi ci sono giustizia e la sburocratizzazione”, “Corriere dell’Umbria”, 26 aprile 2021). E, più indietro nel tempo, Luca Zaia (“C'è tutta un'architettura istituzionale complessa, lo vedremo all'opera sul doppio dossier: l'uscita dall'emergenza sanitaria, il Recovery e dunque la ripartenza economica”, “Repubblica”, 14 febbraio 2021); Alessandro Di Battista (“Questa “manovra” è stata pensata ad hoc per indebolire il Movimento e plasmare il Recovery ad immagine e somiglianza di Confindustria. Non cedete”, Facebook, 3 febbraio 2021); Giuseppe Conte (“Ancora due giorni fa e oggi ho ribadito che avevo preparato una lista di priorità per un confronto da fare non appena approvato il Recovery, stasera le misure anticovid, la proroga dello stato di emergenza, domani lo scostamento di bilancio”, “Sole 24 Ore”, 13 gennaio 2021).

 

Politicamente trasversale

 

Insomma, è un uso molto diffuso, politicamente trasversale; coinvolge sinistra, destra e tecnici e trova spazio anche nelle sedi istituzionali. In una sola seduta della Camera (quella del 27 aprile 2021), vi fanno ricorso Giorgio Silli (del Gruppo Misto): “Ebbene signor Presidente io vedo il Recovery, vedo il Piano Nazionale di ripresa e resilienza come una sorta di gara tra cavalli e il cavallo Italia è indietro rispetto agli altri”; Federico Fornaro (LEU): “E non possiamo nasconderci che noi oggi ragioniamo attorno ai fondi del Recovery, essendo ancora dentro la pandemia, dentro l'emergenza sanitaria, e questa pandemia ha amplificato le disuguaglianze”; Luigi Marattin (Italia Viva): “nelle prime pagine del Recovery scrive che un Paese, che ha la crescita della produttività del lavoro pari a un quarto di quella europea (…) è una macchina con il motore ingrippato”; Roberto Occhiuto (Forza Italia): “Non la si vuole finanziare con le risorse del Recovery ma sappiate che questa è una battaglia alla quale Forza Italia non rinuncia”; Riccardo Molinari (Lega): “Noi abbiamo sempre detto che questo Recovery non è la soluzione a tutti i mali del Paese”.

Questo uso di recovery scende anche al livello di amministratori locali (e, di riflesso, nelle fonti di informazione locali). Un solo esempio, tra i tanti: la sindaca di Figline e Incisa Valdarno, Giulia Mugnai, ha dichiarato: “nel Recovery ci sono risorse anche per la medicina del territorio e stiamo lavorando anche con la Regione” (“Valdarno 24”, 19 maggio 2021).

 

Scorciamenti con l’inglese

 

Recovery risponde a un fenomeno piuttosto diffuso nel lessico politico, quello dello scorciamento di espressioni composte di più parole. L’abbiamo già visto a proposito di scostamento di bilancio, presto diventato scostamento. Lo scorciamento implica la scomparsa della seconda parte della locuzione. Ma, quando l’espressione è italiana, rimane espressa il nucleo principale dell’espressione (la “testa” o il “determinato”) e si realizza quindi un’antonomasia: lo scostamento di cui ormai si parla costantemente in politica è quello di bilancio. Al contrario, nelle espressioni inglesi il primo elemento non è il determinato, ma il determinante, cioè la parola che qualifica la parola chiave. Dicendo recovery e non plan si opera uno scorciamento formale, ma non si realizza un’antonomasia: si parla della “ripresa”, non del “piano” per eccellenza. È quello che nel lessico politico è avvenuto per altre espressioni (spending per spending review; voluntary per voluntary disclosure); ma è accaduto anche per parole comuni, come night per night club, trench per trench-coat, basket per basket-ball, water per water-closet. Come ha commentato Ivan Klajn, che nel 1972 ha pubblicato un libro sugli anglicismi in italiano: “Dal punto di vista della lingua donatrice si tratterebbe di un grosso mutamento semantico: «locale notturno» che diventa «notte», «cappotto» trasformato in «trincea», ecc. – ma in italiano le forme abbreviate prendono sempre il significato dell'intero composto. Il meccanismo della trasformazione è chiaro: i composti vengono intesi come se avessero la struttura romanza, con l'elemento principale al primo posto e l'attributo al secondo; essendo il significato delle singole parti sconosciuto o volutamente ignorato, il presunto attributo viene abbandonato come superfluo”.

 

Le 55 parole (o locuzioni) già trattate da Michele A. Cortelazzo: menevadismo, contratto di governo, manina, palle, sovranismo, cambiamento, pacchia, mangiatoia, umanità, pigranza, buonista, revengeporn, radical chic, salvo intese, professoroni, rosiconi, gufo, sbruffoncella, rosicare, interlocuzione, rottamazione, ruspa, vaffa, sardine, Italia viva, Germanicum, spallata, non mollare, pieni poteri, zona protetta, ciuffetto, chiudere, riaprire, riapertura, Decreto Rilancio, congiunto, Stati generali, democrazia negoziale, Paesi frugali, zecca, negazionista, Zaiastan, dittatura sanitaria, sanitocrazia, sforzo produttivo, sinistra petalosa, ristoro, DPCM, derenzizzare, costruttori, draghetti, cacciavite, cambio di passo, sostegno, Nuovo Rinascimento, scostamento di bilancio

 

 

Immagine: Alégorie fonte de l'euro à la Monnaie Royale de Belgique

 

Crediti immagine: Danielbaise, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, attraverso Wikimedia Commons

 

 

 

 

 

 


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