26 aprile 2011

Crisi

L’eterno tempo della crisi

È sempre tempo di crisi. Se badiamo all’etimo. Crisi, greco antico: ‘scelta’. Quand’è che non si è costretti a scegliere? Se non scegli, diceva un saggio, qualcun altro sceglierà al posto tuo. Se non scegli, sarai scelto. Nell’alternativa, c’è il senso più profondo e dinamico della crisi. Quante volte si sente dire: «Bisogna saper cogliere questa crisi come occasione di…» e poi si aggiunga a piacere: cambiamento (il vocabolo più gettonato), miglioramento, crescita, ripresa, riscatto, ecc. Il discorso pare attagliarsi ai singoli (crisi di pianto)come alle collettività (crisi dei valori); in campo economico, vale per il distretto o settore economico o area (crisi energetica, crisi occupazionale, crisi del Mezzogiorno)come per l’intero Paese (grave crisi del sistema economico). Se vai a scavare nel singolo orticello, trovi crisi a profusione, con salde radici. Aprendo il portatile Dizionario politico e parlamentare di Gino Pallotta (Newton Compton ed., Roma 19772) ci si rende conto che senza la parola crisi la politica italiana perderebbe senso e spessore: 23 pagine dedicate al lemma crisi di governo, e, in soprappiù, i lemmi crisetta (tipico alterato da beffardo e sornione genio italico: «termine giornalistico affermatosi principalmente dal febbraio ’46, quando, per la scissione del partito d’Azione, De Gasperi dovette sostituire alcuni ministri», p. 73), crisi bianca, crisi della presidenza della repubblica, crisi delle istituzioni, più i già citati crisi energetica e crisi occupazionale.
 
Cacerolazos e subprime
 
Le cronache politico-economiche, le pagine dei giornali dedicati a economia e finanza, i duelli politici sono gonfi di crisi. Dalla crisi dei mutui subprime, scatenatasi negli Stati Uniti nel 2006 e propagatasi in tutto il mondo dell’economia e della finanza, la presenza della parola crisi è diventata permanente. E angosciante o ansiogena è divenuta la crisi nella vita reale, misurabile nella concretezza della capacità d’acquisto corrosa, sui prezzi aumentati, sugli stipendi e gli emolumenti bloccati o diminuiti, sul crescente tasso di disoccupazione. A proposito dell’Argentina messa in ginocchio da una gravissima – è il caso di ripeterlo? – crisi economica, sociale e politica che esplose, dopo lunga incubazione, nel biennio 2001-2002, con le manifestazioni di popolo e di piazza dei cacerolazos,dapprima soltanto chiassose (sbattevano padelle e pentole), poi violente e devastanti, si è coniato il neologismo Paese-crisi, nel senso di ‘nazione che attraversa momenti particolarmente difficili, soprattutto per quanto riguarda la situazione economica e finanziaria’ (censito in G. Adamo-V. Della Valle, 2006 Parole nuove. Un dizionario di neologismi dai giornali, Sperling & Kupfer ed., Milano 2005). Ma non sarà anche l’Italia, a suo modo, un Paese-crisi? Alla voce crisi (p. 297), ci informa l’Itabolario. L’Italia unita in 150 parole, a cura di Massimo Arcangeli (Carocci, Roma 2011), che «a chiusura del 2008, nel tradizionale discorso di fine anno, il presidente Napolitano l’aveva evocata ben 13 volte […] Una crisi, si potrebbe dire, a tutto tondo: economica e finanziaria, climatica ed energetica, sociale e demografica, della scuola e dell’università, delle istituzioni e dei consumi, del mercato editoriale e della televisione (di qualità)». L’autore della voce, lo stesso Arcangeli, a riconferma della sensazione diffusa di un allargamento oleoso della macchia critica, conclude il mosaico dedicato alla crisi con l’evocazione di tutte le crisi di dimensione individuale e relazionale che sembrano fare da struttura molecolare antropologica di sostegno alla crisi di sistema, strutturale più che congiunturale del Paese-crisi Italia.
 
Disegni e diorami
 
Saremo mica malati di crisifilia ‘indulgenza compiaciuta nei confronti di situazioni di crisi, di difficoltà’ (neologismo del 2006, citato in Il Vocabolario Treccani. Neologismi. Parole nuove dai giornali, a cura di G. Adamo e V. Della Valle, Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma 2008)? No, la crisi c’è per davvero, non si dà luogo, parlandone, a nessuna profezia autoavverantesi. Nessun pensiero magico e malefico guida chi pronuncia la parola crisi. Anzi, per noi tutti, alle prese con la celebrazione del 150° anniversario dell’unità d’Italia, esaminare le sfaccettature e le implicazioni della crisi con occhio lucido, autocritico e critico, sarebbe un buon esercizio di onestà e civiltà. Ce lo ricorda un artista, Dan Perjovschi, che questo esercizio critico sulla crisi vista da dentro l’Italia lo ha realizzato attraverso la gigantesca installazione intitolata The crisis is (not) over. drawings and dioramas , esposta a Roma fino al 12 giugno 2011 nella sede del Macro a Roma ( http://www.macro.roma.museum/ ), fatta di enormi pareti bianche riempite di disegni dal tratto scarnificato, intrecciati a scritte e commenti fulminanti per ironia e, spesso, amarezza. I am a roman, scrive col pennarello nero Perjovschi: ma, subito, come scivolate, cadute più in basso, aggiunge le lettere ian. Anche qui c’è un pezzo di questa multiforme crisi di economie d’umanità.
 
Il lemma
Elaborato dalla redazione di “Lingua italiana” del Portale Treccani
 
crisi (ant. crise) s. f. [dal lat. crisis, gr. κρ í σις «scelta, decisione, fase decisiva di una malattia», der. di κρ í νω «distinguere, giudicare»]. – Nel linguaggio economico, specialmente nell’economia classica, il termine designa propriamente la fase del ciclo economico che è conseguenza del verificarsi di una situazione di sovrapproduzione generalizzata, le cui caratteristiche fondamentali sono il passaggio rapido dalla prosperità alla depressione, il calo della produzione, una diffusa disoccupazione, prezzi tendenzialmente decrescenti, bassi salarî e una contrazione dei profitti: prevedere, affrontare, superare una crisi (economica). Per antonomasia, la crisi, la grande crisi, gli anni della crisi, ecc., la depressione generale dell’attività economica iniziatasi con il crollo borsistico di Wall Street (la borsa valori di New York) nel 1929, estesasi agli altri paesi e protrattasi fino alla seconda guerra mondiale. Correntemente, il significato del termine è esteso a comprendere anche altri fenomeni, sempre con riferimento a situazioni di difficoltà grave del sistema economico, o di un suo particolare settore o area: crisi dell’agricoltura; crisi del Mezzogiorno ; crisi della finanza pubblica; crisi monetaria internazionale; crisi inflazionistica, quella che si verifica in un paese in presenza di un rapido e incontrollato aumento dei prezzi; crisi congiunturale (in contrapposizione a crisi strutturale, cioè alla crisi nel senso classico, che caratterizzerebbe ciclicamente i sistemi economici), situazione di stallo dell’economia, internazionale o di un solo paese, dovuta a fattori di breve periodo, cioè a cause contingenti; crisi energetica; crisi degli alloggi, dovuta a mancanza di disponibilità rispetto alla richiesta; crisi di mano d’opera, che si verifica in paesi o in settori in cui non c’è mano d’opera sufficiente; crisi demografica o crisi della natalità, preoccupante diminuzione delle nascite in rapporto ai decessi.
 
Esempi d’uso
 
Si è osservato da molti che una monetazione d’oro e d’argento al confronto di una monetazione di carta è un instrumento di circolazione assai costoso e signorile […] Rispondo che questa spesa è una tassa di assicurazione, pagando la quale il paese si assicura dalle molte crisi sovvertitrici della pubblica e privata fortuna.
Carlo Cattaneo (1801-1869), in GDLI (Utet), s. v. crisi, 5.
 
Senza manovra-bis si rischia una crisi finanziaria. La Banca d' Italia lancia l’allarme e intensifica le pressioni sul governo (quello attuale? il futuro?) perché siano corretti al più presto i conti pubblici. L’operazione va fatta “senza indugio”, insiste Carlo Santini, il consigliere economico del governatore Fazio.
«la Repubblica.it» , 4 maggio 1996
 
Presentata la Finanziaria al Senato – Tremonti: L’Italia è in crisi strutturale – Il ministro dell’Economia assolve l’euro e l’11 settembre, la colpa è di un Paese che non è entrato nella competizione globale.
«Corriere della sera.it» , 5 ottobre 2005
 
Crisi finanza, continua lo shopping di Tokyo.
«Ilsole24ore.com» , 5 ottobre 2008
 
«Il nostro paese, non corresponsabile della crisi, vi è entrato già debole, ha pagato un prezzo alto di riduzione del reddito e dell’occupazione, ne esce con i suoi problemi strutturali ancora da risolvere». Lo ha affermato il Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, intervenendo a Torino a Biennale democrazia.
«Ilsole24ore.com» , 13 aprile 2011
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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