16 luglio 2017

Risultati e punteggi di Prese di preposizione - 1

1.
 
A.1 punto; B. 3 punti; C. 0 punti
 
Da sùbito: il manzoniano M. Bischetti non esiste. (E anche quella M puntata non si sa bene per cosa stia). Detto questo, 1 punto alla A. Perché il costrutto “insieme a”, dai puristi letto con riserva, è comunque usato nell’italiano letterario antico; ed è, attualmente, pienamente legittimo come il più tradizionale (anche manzoniano) “insieme con”. Quindi: è lo stridìo ‘Manzoni-Bischetti-insieme a‘ che comporta la perdita di 2 punti. E però il falso Bischetti si riscatta con i 3 punti della B. Nella C, gli 0 punti sono da ricercare non solo nella crasi impervia dell’esordio: ma anche nell’assurdità fittizia di tiringìro, che gli aveva comportato ecc. (pegli: senza nemmeno specificazioni del tempo di scrittura!). Insieme con Bischetti e Manzoni, il primo esempio di locuzione preposizionale insieme con preposizione propria (con). (E l’iterazione è confusamente voluta).
 
2.
 
A. 1 punto; B. 3 punti; C. 0 punti
 
Allora. Tra e fra sono perfettamente legittime. Questo, in esordio. Manzoni predilige forsennatamente l’uso del tra “su” fra. Tanto che manzonisti purissimi come Luigi Morandi – lo spiega Luca Serianni nel suo saggio sulla lingua di Imbriani – predicavano l’uso di “tra tre ore” ecc. di là da qualsivoglia ‘cacofonia’. Che è invece traccia contemporanea per le “proposte d’uso” (si pensi ai consigli di Valeria Della Valle e di Giuseppe Patota nel Salvalingua). In sostanza, sicché. 0 punti alla C, perché è contraria alla verità storico-linguistica. Poi. 3 punti alla B: per l’uso legittimamente indifferente di tra e fra; anche se, va detto: la nostra personale predilezione per tra va qui ribadita; tanto che l’unico punto della A non è condizionato dalla cacofonia “tra tre”; ma dall’uso scorretto di delle + “malalingue” (estraneo all’italiano contemporaneo). Una scintilla manzoniana tra le pieghe della grammatica corrente.
 
3.
 
A. 1 punti; B. 3 punti; C. 0 punti
 
0 punti alla C. Perché “nelle cinque del pomeriggio” è – in tutta evidenza – inaccettabile. 3 punti alla B. Perché, nella sua secchezza pragmatica, la sequenza è formalmente impeccabile: e prevede il più tradizionale “in + via/piazza” ecc. Anche se nell’uso d’oggigiorno (espressione che di per sé invecchia il rilievo; tant’è…) per quanto riguarda il caso “preposizione + odonimo” il tipo centromeridionale con a ha ormai una sua piena legittimazione grammaticale. I 2 punti persi della “cartolina alla signorina Roselli” (1 punto alla A) riguardano l’Ottocento di riferimento. (Anche perché: non è troppo essemmessemente stringato, il messaggio, per esser figlio melodrammatico del XIX secolo? – domanda pretestuosa: va da sé).
 
4.
 
A. 1 punto; B. 3 punti; C. 0 punti
 
Il costrutto “al di là di” (francese, più recente rispetto al tradizionale, letterario, leopardiano, soggettivamente consigliabile “di là dà”) viene da “au delà de”. In questo caso: fatti salvi gli 0 punti della C (l’improponibile modello “capra e cavoli” che non aiuta, in questi casi): 3 punti alla B. Poi (ma è molto soggettivo): di là dalla predilezione per l’uso tradizionale, ci sembra (arrampicandoci sui riflessi semantici) che la conseguenza logica del “superamento del limite” ecc. (al di là di tutto) presupponga nella frase un ‘comunque’ che viene violato dal soprammercato di “non ti sopporto proprio”. Ma è opinione arbitraria. E infine: 1 punto alla A. (Rivedibile: a seconda dei gusti).
 
5.
 
A. 3 punti; B. 1 punto; C. 0 punti
 
0 punti alla C. Perché quel che recita la Grammatica è l’esatto contrario (“entrare in casa”, “venire in mente”). Poi: 3 punti alla A, che fotografa una realtà esistente (in + nomi di regioni o nazioni, stati ecc.; a + nomi di città: quindi “vado in Irlanda”, “vado a Dublino”). È vero – più o meno – che “da sempre” (nell’italiano antico ecc.) l’uso di “in + città” descritto è perfettamente legittimo. Ma è falso e fuorviante parlare di “unico uso corretto, per iscritto” tuttora. La menzogna cristallizzante comporta una penalità di due punti e più (1 meno meno alla B; punteggio che finora mancava).
 
6.
 
A. 3 punti; B. 0 punti; C. 1 punto
 
3 punti benfatti per la scelta A. Che spiega una delle funzioni complementari della preposizione di. Per lo stesso motivo (peraltro con la bugia alibistica dell’“àmbito ufficiale” con cui gli scorretti vorrebbero legittimare qualsiasi cosa): 0 punti alla B, che pontifica l’esatto contrario. 1 punto alla C. Attenzione: è tutto giusto, tutto corretto: c’è solo un esempio sbagliato (ahi, la malapianta del cattivo esempio…). È evidente che in “occhiali d’oro” si è in presenza di un complemento di materia (è, in sostanza, errato l’argomento).
 
7.
 
A. 0 punti; B. 1 punto; C. 3 punti
 
Visto che nei casi di “su + un/uno-una” e “su + pronomi personali “ c’è la possibilità che la preposizione di vada a (come si dice) “pleonasticamente interporsi”: 0 punti alla A. Perché su loro (su me, su noi) è pienamente legittima; come su di loro (su di me, su di noi): 3 punti alla C. La presa di posizione netta e antipleonastica della B fa perdere due punti. (Ancora: l’assolutismo è una tragica sciocchezza, di regola, quando si parla di lingue parlatee non solo. Evidentemente).
 
8.
 
A. 3 punti; B. 0 punti; C. 1 punto
 
Il postulatore della C sembra molto sicuro di sé. Ma sembrare è un verbo incerto. Come le conoscenze del postulatore stesso (o istesso che dir si voglia). Il valore limitativo di per in questi esempi è l’errore. Quindi: 1 punto alla C perché lo rileva. E perché segnala il “valore distributivo” della preposizione per in “due per due” ecc. Peccato però che non colga lo stesso valore nel sintagma “in fila per tre” (come anche in “57 per cento” ecc.). Due punti in meno e un consiglio di maggiore riflessione, un domani. 0 punti alla B. Che scatena l’errore. 3 punti alla A. Una spiegazione lineare. (Per esempio).
 
9.
 
A. 0 punti; B. 3 punti; C. 1 punto
 
L’italiano antico prevedeva un uso della preposizione del (di)in luogo di nel (in) in casi in cui, attualmente, è legittima solo l’ultima opzione. Per questo: “il tipo” citato in A aveva una sua plausibilità, anticamente: ma è decisamente sbagliato considerarla (il tempo, la lingua che si muove, l’uso: tutte le parole magiche nelle vite delle lingue) “la formula corretta”. Quindi: 3 punti alla B e 0 punti alla A. La C, che all’inizio svela l’arcano temporale, ricade nell’errore in malafede dell’àmbito ufficiale. Anche troppo fortunato, chi l’ha scelta, per l’1 meno meno che si trascina via con sé.
 
10.
 
A. 1 punto; B. 0 punti; C. 3 punti
 
 Anticamente, l’uso della preposizione a nelle indicazioni di parentela era grammaticalmente incontestabile (è presente anche in Dante: 3 punti alla C, che dà tutte le spiegazioni). Per questo: 0 punti alla B che si fonda su una menzogna di partenza. L’unico punto della A (pur con molte riserve) ha a che fare con la “legittimità” di cui si parla. Perché è vero che tuttora, nel parlato centromeridionale, il tipo “a + indicazione di parentela” ha una sua pienezza d’uso (e si noti che non si specifica, in “italiano contemporaneo”, se si tratta di “italiano popolare” ecc. ecc.). (A mo’ di poscritto. Il ricordo del “Vincenzo m’è padtre a me” di Miseria e nobiltà impone un richiamo totòesco in clausula. Perbacco).
 
 
RISULTATI
 
Da 0 a 10 punti: Di qua da. Ancora, proprio, non ci siamo. Siete, ancora, troppo di qua dalla soglia minima di consapevolezza preposizionale. Per voi, non c’è differenza fra l’al di là e il di là da (con un’ingrata apertura di squarci metafisici di cui non avete neppure sentore); vi risulta difficile distinguere l’in dall’a. Che è come dire, giocando, ‘ciò che va bene’ da ‘ciò che è appena iniziato’.
 
Da 11 a 20 punti: Tra e tra. Incerti, davvero. Sospesi fra il corretto uso delle preposizioni e la confusione inerziale tra dire e fare, tra scegliere e non scegliere il giusto valore di di in una conversazione cui tenete particolarmente. Su voi o su di voi anche troppe nuvole (e lo spettro ingannevole di Enzo Ghinazzi in arte Pupo).
 
Da 21 a 30 punti: Su Per. Guardate come il semplice accostamento di due preposizioni proprie, se fatto con risoluta consapevolezza, possa trasformarvi immediatamente (nonostante la doverosa malagrazia di una scelta analitica contro la pretesa univerbata). Voi, che sapete essere al momento giusto “persone contro” anche in un “paese senza”. Per nulla spaventati dalle evidenti ellissi che ci girano intorno.
 

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