10 dicembre 2008

Il Paese del salvasalva

 

«Le preoccupazioni sono acqua passata con […], la polizza semplice, affidabile e trasparente come la luce del sole, l’unica con la formula SalvaTutto™» (pubblicità sui giornali, ottobre 2008)… «Legambiente promuove SalvaItalia, una campagna nazionale dedicata alle aree del nostro Paese che sono penalizzate da fenomeni di degrado ambientale e sociale» (www.legambiente.eu, 19 agosto 2008 )… «Il Pd tenta di fermare l’introduzione di misure illiberali. Un milione di firme per l’appello Salvaitalia. Un tour di 24 tappe che fino al prossimo ottobre raccoglie le firme degli italiani in questo “Appello Salvaitalia”» (www.voceditalia.it, 17 agosto 2008 )… «L’emendamento salva-manager sarà eliminato alla Camera» (titolo sul quotidiano « La Repubblica », 9 ottobre 2008 »)… «Sì ai piani salvabanche, sì ai decreti italiani (titolo sul quotidiano « La Repubblica », 14 ottobre 2008 )…

E conviene fermarsi qui.

 

L’eroismo del soccorso

 

Che cosa succede? Il primo elemento salva- negli ultimi tempi è stato impiegato con frequenza ossessiva sui media nazionali e, come formante, ha veicolato tante parolette, diciamo, più precisamente, tanti aggettivi, nuovi (neologismi) e nuovi ed effimeri (occasionalismi). C’è da stare poco allegri e non sotto il profilo della igiene linguistica, perché, in sé e per sé, salva- ha il suo comodo posticino nel nostro idioma, come procreatore, anche se episodico e non convulsivo, di parole nuove: salvadanaio risale al Quattrocento, salvafiaschi al Cinquecento e di aggeggi inventati per serbare o proteggere qualcosa o qualcuno ce n’è anche in tempi recenti (salvagente risale alla metà dell’Ottocento; della seconda metà del Novecento sono salvamotore, salvagocce o salvagoccia, salvaslip, salvaschermo). Invocare salvezza e salvatori (o salvatrici)   a ogni piè sospinto non depone a favore della salute del malato. A quanto pare, caro Bertolt, qui da noi c’è bisogno di eroi, o, perlomeno, di continui soccorsi. Anche se poi a essere tratti in salvo sono soggetti disparati, è sufficiente una seconda occhiata per rendersi conto che si tratta comunque di protagonisti della scena civile, sociale, economica e politica del nostro Paese; quando, ahimé, non si tratti proprio del contenitore tutto, dell’Italia intera, per l’appunto (Salvaitalia; anche se la petizione e la manifestazione del 25 ottobre promossa dal Partito democratico, in verità, si chiamano “Salva l’Italia” – si tratta di un’esortazione, insomma, ma l’inquietudine resta). E poi, a far da panacea, assurta al rango quasi metafisico di marchio di fabbrica (™), per sanare e rifocillare il povero cittadino non degnamente assicurato, arriva la polizza SalvaTutto, niente meno… Più si sente parlare la lingua dei miracoli, più c’è da temere per la propria quotidiana e corriva incolumità (ci reca minimo conforto il fatto che la prima attestazione di salvatutto nell’italiano scritto stia in un testo ludico, un articolo del grande scrittore e giornalista Gianni Brera, coniatore di divertenti neologismi [www.brera.net/gianni]: «Deploro Eupalla, che non ha ispirato Baggio al momento di battere un rigore salvatutto»; sulla «Repubblica» del 10 aprile 1990).

 

Un aiuto elettrico

 

Dicevamo dei disparati soggetti interessati al salvataggio. Certo, qualche vocabolo tra i più recenti (parliamo degli ultimi vent’anni) trova in salva- un’egida di significato omogeneo, tradizionalmente medico-salutistico (salvacuore, salvavista, salvavita; quest’ultimo è uno dei pochi composti con salva- che abbia anche un uso sostantivale, con il significato tecnico di ‘dispositivo di sicurezza negli impianti elettrici’, dal 1974). Salva-embrioni è nei pressi, si parla di tecniche mediche. Con salvaimprese, invece, ci si trasferisce già nel dominio socio-economico, visto che si tratta di società, cioè di imprese che hanno il compito di salvare altre imprese. Con le «24 regole salva-energia» consigliate dall’Eni, ci spostiamo su un terreno diverso, tra l’autopromozione e la pubblicità-progresso, pur con un’intenzione informativo-normativa («regole»). In realtà, però, la gran parte dei salva- che hanno preso a frequentare i notiziari e gli articoli giornalistici a partire dalla fine degli anni Ottanta (timidamente all’inizio, con disinvoltura dopo l’esplosione di Tangentopoli) fanno riferimento a «regole» ben più generali, istituzionalizzate e coattive: leggi, decreti legge o provvedimenti fiscali varati dalle autorità statali.

 

Per corrotti e tangentisti

 

In questo ambito, il primo elemento salva- raramente porta con sé un significato neutro, denotativo (segnalo «norma salvacostituzione», prima attestazione del 1994; «legge salva-limoni», 2006, e qui siamo sull’appena appena scherzoso; o, ancora, «credito d’imposta salvaricerca»; parole ed esempi tratti dalla banca dati dei Neologismi presente in questo Portale), perché la connotazione ironica o polemica è di solito trasparente. Di legge salvacorrotti si parla già, una prima volta, nel 1990; ma la discussione feroce sul cosiddetto Decreto Biondi, ai tempi del primo governo Berlusconi, porta in regalo all’italiano, oltre al reviviscente salvacorrotti, anche salvaladri, salvamanette e salva-tangentisti; mentre nel 2002 (secondo governo Berlusconi), a proposito della cosiddetta Legge Cirami, si parla e si scrive di salva-Berlusconi e salva-Previti. Negli anni non mancheranno di venire alla ribalta anche leggi o decreti salvapoltrone, salvaimputati, salvareati, salvaprocessi e, ad personam, salva-Fazio, salva-Pollari, salva-Ricucci e salva-premier (sempre Berlusconi).

Per dare un’idea della crescente fortuna del primo elemento salva-, basti dire che in un repertorio di neologismi della fine degli anni Ottanta, il Dizionario di parole nuove (1964-1987) di Manlio Cortelazzo e Ugo Cardinale, c’è a lemma un solo vocabolo formato con salva- (salvavite); in 2006 parole nuove, di Giovanni Adamo e Valeria Della Valle, i composti con salva- registrati sono 24.

Sì, siamo il Paese del salvasalva, parola che deriva dal grido dei «soldati che si credono vinti e cercano la loro salvezza nella fuga» (Dizionario militare italiano, 1833, citato nel GDLI, s.v. salva4).

 

 

 

 

 

 

 

 

Immagine: salvagente. Crediti: Roland zh [CC 3.0 Unported (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/)], attraverso Wikimedia Commons.

 

 

 


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