25 febbraio 2021

Il social reading in classe: le possibili nuove vite di Barbiana oggi

 

Per ogni parola che non capirete oggi ci sarà

una pedata nel culo domani.

(Don Lorenzo Milani)

 

In accordo con la teoria della relatività ristretta, proposta da Albert Einstein nel celebre articolo Zur Elektrodynamik bewegter Körper del giugno 1905, viene demolito il concetto di spazio e tempo assoluti e separati l’un l’altro e prende corpo la suggestione dello spaziotempo, all’interno del quale per ogni evento le coordinate spaziali e temporali sono connesse tra loro in funzione dello spostamento relativo dell’osservatore: ne consegue che lo spazio si contrae e il tempo si dilata.

 

Uno sguardo alle dinamiche dei social network

 

Esperienza dilatata e amplificata proprio come quella che si produce nell’odierno social reading, pratica di letto-scrittura condivisa tra studenti e docenti, all’interno di un ecosistema educativo digitale protetto e tecnologicamente strutturato (A. Fundarò, 2021); oltre gli spazi angusti di classi e aule e i tempi prestabiliti della didattica tradizionale, il social reading costituisce una notevole opportunità: la via maestra verso nuovi orizzonti d’insegnamento informali ed efficaci, in cui i discenti si sentano liberi di misurarsi e di scambiarsi pareri o esperienze per mezzo della lettura e della scrittura partecipate, che molto ammiccano alle dinamiche ormai diffuse dei social network.

Del resto oggi – e lo sperimentiamo di continuo – i metodi comunicativi e i contenuti che vengono comunicati sono cambiati e tendono a mutare con una velocità in passato sconosciuta: la comunicazione veloce, ovverosia il parlar spedito (per dirla con Elena Pistolesi, 2013) è leggera, immediata e multitasking; così lo scambio di informazioni e di conoscenze rimbalza, si propaga e s’estende in varie direzioni, simultaneamente.

 

Don Milani e la scrittura collettiva

 

Tuttavia, prima di capire la struttura e il funzionamento del social reading occorre inevitabilmente fare un passo indietro, per incontrare quella scrittura collettiva che è eredità culturale della scuola di Barbiana e del suo priore don Lorenzo Milani.

Semplice e naturale nel proprio sviluppo, la scrittura collettiva è artefice del processo di costruzione del pensiero individuale e collettivo: l’insegnante-regista e i discenti-attori diventano così protagonisti di un processo d’apprendimento e di condivisione dei saperi (E. Martinelli, 2019); nel leggere e nello scrivere insieme si cerca una parola, ovvero un concetto, e – mentre si discute – emergono nuove parole e nuovi nessi, finché si giunge a uno o più significati condivisi. La scrittura si fa veicolo di ricerca e sintesi, attraverso un processo educativo improntato sulla sperimentazione: il discente compie dunque un percorso critico e riflessivo nel quale poter confrontare idee e punti di vista. In questa prospettiva valoriale, discutendo e approfondendo, si amplia assai l’orizzonte dell’apprendimento e il tempo scuola si fa tempo retroattivo alla motivazione, che completa e semplifica, in modo da esprimere quello che ancora non si è detto e cercare ciò che ancora non si è trovato (C.Lodi/F. Tonucci, 2018).

 

La tecnica umile

 

Don Milani di fatto plasma un nuovo approccio didattico, utilizzando i mezzi umili ed essenziali del contesto socio-culturale in cui opera; infatti, ritenuta da molti non solo una tecnica per imparare a scrivere ma un profondo esercizio mentale, la scrittura collettiva si prefigge di giungere alla stesura di un testo compiuto partendo solo da idee di base, ancorché parziali e confuse, che sappiano stimolare il pensiero critico e consapevole dei discenti attraverso la discussione e l’approfondimento.

Ad ogni modo ciò che contraddistingue la pedagogia di don Milani è la capacità di stimolare la metacognizione e, dunque, l’auto-correzione: il docente è un facilitatore che favorisce la discussione e lo scambio, innescando negli studenti una riflessione collettiva. L’arte dello scrivere, che il priore di Barbiana definisce tecnica umile, prevede anzitutto un esercizio semantico che svisceri bene il senso di ogni termine: lavorare con le parole è come lavorare in officina con gli attrezzi, la parola va pensata e ri-pensata, da una singola occorrenza ne nascono altre, così il linguaggio cresce e si arricchisce.

In questo modo la letto-scrittura diventa un atto “produttore di senso” e di discernimento, indispensabili per affrontare la vita di società. La scuola pertanto, nella quale s’impara a leggere e a scrivere, diventa una scuola d’arte che favorisce il risveglio delle coscienze (F. Ceseri) e si fa assai attenta agli umili, ovvero tutti coloro che non hanno avuto alcuna possibilità di apprendere, di ricevere cultura.

 

Dalla costruzione del testo alla lettura pubblica

 

Il metodo di don Lorenzo prevedeva otto fasi a partire dalla scelta del tema, che necessariamente doveva esser significativo, esser definito e avere un valore.

Dopodiché i partecipanti passavano alla raccolta delle idee (affermazioni, brevi episodi, opinioni), che venivano annotate su foglietti da leggere in modo autonomo.

Quindi i foglietti, letti uno ad uno, venivano raggruppati in capitoli e paragrafi d’argomento affine e, successivamente, le idee grezze andavano a formare un testo armonico, attraverso un riordino logico, l’eliminazione delle ripetizioni inutili oppure l’aggiunta di congiunzioni o connettivi testuali.

Nella quinta, sesta e settima fase, invece, veniva redatto un testo completo, coerente e coeso, destinato poi a esser revisionato e perfezionato. L’ultima fase, l’ottava, era determinante perché restituiva ai partecipanti il feedback decisivo: il testo definitivo veniva letto pubblicamente e sottoposto al vaglio di molte persone, che a loro volta erano pregate di segnalare ogni sensazione provata nel corso della lettura.

 

La presa di coscienza di sé e di ciò che si sta vivendo

 

Ora, la didattica di Barbiana rivive oggi attraverso il social reading, approccio didattico in linea con le esigenze di una scuola che necessita di metodologie nuove e di strumenti adeguati, resi ancor più urgenti dalla situazione emergenziale.

I progetti di letto-scrittura, strategici e trasversali, coinvolgono una o più discipline e sono pensati in modo da costruire conoscenze peculiari e, parallelamente, innescare dinamiche di contaminazione tra discipline e utenti (A. Fundarò).

I testi utilizzati, accessibili da smartphone mediante specifica app, possono esser di diversi tipi, dal testo narrativo-descrittivo a quello espositivo, tenendo conto anche di quelli argomentativi e regolativi; la lettura, invece, è strutturata su due livelli: uno tradizionale/“verticale”, pressoché individuale, e uno digitale/“orizzontale” nel quale l’interazione tra i lettori si fa condivisa e collaborativa; in questo modo il libro diventa terreno di scambio e di dialogo, fucina di idee e di arricchimenti, indispensabili a corroborare le cosiddette soft skill o competenze trasversali, tra cui il pensiero critico, l’intelligenza emotiva e la cittadinanza attiva e consapevole.

Gli obiettivi, tanto allora sulla scia di don Milani quanto oggi nel contesto mutevole di una scuola chiamata a ripensare sé stessa, sono l’inclusione e la cooperazione, ma soprattutto la relazione, il confronto e la presa di coscienza di ciò che si è e di ciò che si sta vivendo, in un’epoca di limitazioni pandemiche (didattiche, sociali, relazionali) che lasceranno uno strascico prolungato.

 

 

Bibliografia e sitografia di riferimento

A. Einstein, Sull’elettrodinamica dei corpi in movimento, Annus Mirabilis Papers, 1905.

A. Fundarò, Il social reading entra in classe, www.orizzontescuola.it, 2021.

F. Ceseri, Scrittura collettiva: pratica educativa e rivoluzionaria, www.uidu.org, 2018.

E. Martinelli, Lo sviluppo del pensiero critico attraverso la scrittura collettiva: l’eredità della scuola di Barbiana, corso presso l’IC “Lanfranchi” di Sorisole, febbraio-marzo 2019.

C. Lodi - F. Tonucci (a cura di), L’arte dello scrivere: incontro tra Mario Lodi e don Lorenzo Milani, Edizioni Casa delle Arti e del Gioco, 2017.

E. Pistolesi, Il parlar spedito, Esedra, 2013.

 

Immagine: Don Milani in aula con i suoi allievi

 

Crediti immagine: Unknown photographer, Public domain, via Wikimedia Commons


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