21 gennaio 2010

Nella lingua scritta ho notato più volte l'uso di aggettivi sostantivati (specialmente di nomi di popoli) che, pur definendo un concetto "proprio" (gli Italiani, i Tedeschi) sono scritti con la lettera iniziale minuscola. Alcuni ricordi di scuola mi inducono a pensare che la scrittura corretta richieda l'uso dell'iniziale maiuscola. Desidererei un vostro parere in merito.

Flavio Cardini

Nonostante i buoni uffici delle grammatiche tradizionali e un avviato processo di sedimentazione di alcuni usi elettivi della maiuscola (per fare un esempio, negli appellativi antonomastici: il Cavaliere 'Silvio Berlusconi', il Professore 'Romano Prodi', l'Avvocato 'Gianni Agnelli'), le norme che regolano l'uso della maiuscola sono più facili a dirsi che a... farsi, cioè ad applicarsi, anche perché non è sempre così semplice distinguere tra "nome proprio" (che richiederebbe la maiuscola iniziale) e "nome comune". Si dovrà scrivere «visse nel Quattrocento» o «nel quattrocento»? «La nuova enciclica del papa» o «del Papa»?

È in atto, in sostanza, un processo di tendenziale allargamento dell'uso della minuscola, connotata non soltanto di "modernità", ma anche di informalità, un tratto psicologico e socio-antropologico prima ancora che linguistico in carico di valore negli ultimi decenni. Certi usi espansi della minuscola trovano alimento e specchio  nelle insegne pubblicitarie e nel "parlar spedito" di certe forme di scrittura sintetiche come SMS, e-mail, dialogo in rete (chat, forum).

Per quanto riguarda in particolare i sostantivi derivati da un nome geografico e, ancora più in particolare, quelli che designano gli abitanti di una certa comunità o territorio, oggi è effettivamente diventata più comune la minuscola. Al singolare è usualissima: «l'italiano ama fare tre pasti, di cui quello serale è di solito il più abbondante». Al plurale è ammessa l'oscillazione tra maiuscola e minuscola («gli italiani» o «gli Italiani»). Naturalmente, nel caso dell'aggettivo, si usa sempre la minuscola: «prodotti tipici italiani», «i campioni del mondo italiani» (sostantivo: «gli Italiani sono campioni del mondo» oppure «gli italiani sono campioni del mondo»).

Con alcuni nomi di popolo, la maiuscola può essere utile per indicare la popolazione antica rispetto a quella moderna o per evitare equivoci (essendo diversi i referenti): «I Romani conquistarono la Gallia» ma «ai romani piace l'abbacchio»; «non ci sono galli nel pollaio» ma «i Galli guidati da Vercingetorige». In genere, gli storici preferiscono usare la maiuscola in caso di popolazioni antiche, anche quando non ci sia possibilità di equivoco («i Cartaginesi», «i Longobardi», «gli Hittiti»); mentre propendono per la minuscola con nomi moderni («Nel 1952 [...] Gamal Nasser pose fine alla monarchia e cacciò definitivamente gli inglesi»; «Nel 1956 gli americani si rifiutarono di concedere un prestito all'Egitto»; «la guerra civile tra croati e serbi», dal manuale Il racconto delle grandi trasformazioni - 3B di Alberto De Bernardi, Edizioni scolastiche Bruno Mondadori 2001).


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