21 gennaio 2010

Durante una conversazione di lavoro ho pronunciato la seguente affermazione: «mi sono peritato di controllare...», volendo intendere "ho controllato", "mi sono fatto carico di stimare, di periziare...". A questo punto, un collega ha sottolineato che l'utilizzo di tale verbo era errato, in quanto il corretto significato di "peritato" sarebbe "esitare... non osare" (dal verbo "peritarsi"). Desidererei sapere se l'espressione da me utilizzata è da ritenersi corretta.

Filippo Di Gregorio

 

Il verbo peritarsi (dal latino pigritari ‘essere pigro’) è attestato nell’italiano scritto a partire dal XIV secolo. Significa, secondo quanto propone il Vocabolario della lingua italiana Treccani, «esitare a compiere un’azione, per mancanza di volontà o di decisione, o anche per timidezza, soggezione, senso di vergogna, o per altro motivo di ritrosia». Di sapore letterario, peritarsi viene oggi più spesso adoperato in frasi negative nel senso attenuato di «avere dubbi, incertezze, farsi scrupolo di fare qualcosa o di comportarsi in un determinato modo» (Treccani).

 

Perciò la frase «mi sono peritato di controllare» risulterebbe, più che sgrammaticata, inusuale (essendo affermativa e non negativa) e, in ogni caso, significherebbe «ho esitato a controllare», facendo intuire che il controllo non è stato poi fatto. Più comune sarebbe la frase «non mi sono peritato di controllare», nel significato di ‘non ho avuto incertezze (dubbi) nel controllare (nello svolgere il controllo)’.

 

 


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