25 luglio 2016

Salve, vi scrivo in merito ad un chiarimento per quanto riguarda l'intercalare vabbè. Mi è sempre stato insegnato che gli unici modi corretti per scrivere questa parola sono vabbè, va beh e va be', mentre la forma vabbe' è considerata errata in quanto, essendo la parola in questione tronca, l'accento non può essere sostituito dall'apostrofo. Potete confermarlo? Ve lo chiedo anche perché, cercando la parola intercalari nella vostra enciclopedia online, ho trovato come esempio anche la parola vabbe', scritta con l'apostrofo (https://www.treccani.it/enciclopedia/intercalari_%28Enciclopedia-dell%27Italiano%29). Vi chiederei dunque di darmi delle delucidazioni a riguardo.

Come compiutamente argomenta Maurizio Dardano (in Vabbè, embè e compagnia bella), “in molti contesti, vabbè funziona come segnale discorsivo e come connettivo testuale “multiuso””, piegandosi a numerose funzioni. Prosegue Dardano: “L’univerbazione (cui si accompagnano il troncamento e il raddoppiamento sintattico) fa di vabbè un connettivo marcato e tipico del parlato [...] Nel confronto va bene appare piuttosto come un segnale discorsivo dello scritto formale [...]”. Ciò detto, il linguista nota, in tono neutro, come “vabbè sostituisca, nella maggior parte dei casi, varianti che hanno visto diminuire progressivamente il loro uso: va bè, va be’, va beh ecc.”.

Quanto alla questione sollevata, va detto, in linea generale, che l’apocope sillabica, di solito, viene segnalata dall’accento (città < cittade, piè < piede), ma vi sono importanti eccezioni, come po’ < poco o mo’ < modo, o le seconde persone dell’imperativo presente di alcuni verbi irregolari (da’, di’, fa’, sta’, va’). Vi sono, in sostanza, storiche oscillazioni, che dovrebbero indurre a una certa precauzione nella difesa a spada tratta di questa o di quella forma, specialmente se ci riferiamo a un elemento come vabbè, la cui presenza e frequenza nella lingua scritta, a scopo mimetico, espressivo, ludico, è di recente emersione, con tutto ciò che ne consegue in termini di precarietà di stabilizzazione. Le grafie vabbè e vabbe’ sembrano semplicemente riflettere usi correnti e concorrenti, entrambi ammissibili.

 


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