24 gennaio 2010

Vorrei sapere se è corretto scrivere e/o dire “mi sono comprato una macchina”.

L’uso dei cosiddetti pronomi personali ridondanti risponde a esigenze di messa in rilievo proprie della lingua parlata e rientra nei casi di pronominalizzazione intensiva. Si tratta, come scrive Andrea De Benedetti nel suo Val più la pratica (Editori Laterza, 2009), di «una forma di iper-codificazione della persona verbale (“mi sono visto un bel film”, “si è mangiato un panino con la mortadella”) che si fa in due comparendo contemporaneamente come soggetto e come beneficiario dell’azione» (p. 62). Negli scritti più formali e sorvegliati è sconsigliato. Uno scrittore, invece, per rappresentare più fedelmente i modi del parlato, potrebbe farne abbondante uso (e così, in realtà accade, specialmente nella narrativa degli ultimi decenni).

Nella sua grammatica Italiano (garzantina), Luca Serianni ricorda che l’uso dei pronomi atoni in funzione affettivo-intensiva «è molto esteso nell’italiano regionale del Centro e del Mezzogiorno (“mi faccio una passeggiata”, “ci sentiamo la messa”) e attualmente è più accettato di un tempo». Inoltre, «ogni italiano è sempre ricorso al pronome intensivo in casi che sono stati definiti di “appartenenza somatologica”, cioè con riferimento a parti del corpo del soggetto: “soffiatevi il naso”, “grattarsi la testa”, “non ti mangiare le unghie”». Il pronome intensivo è poi esteso a fenomeni di carattere biologico e psicobiologico (Serianni cita “asciugarsi le lacrime”) e ai nomi di vestiario (“mettersi i guanti”, “togliersi la sciarpa”).
 

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