15 luglio 2020

Per quale motivo il participio presente di alcuni verbi della III coniugazione ha la desinenza "-iente" (esordiente, partoriente) e non "-ente" (partente, uscente), desinenza propria del participio dei verbi in "-ire"? Come si spiega quella "i"? Sarebbe interessante conoscerne il motivo.

Come scrive Gerhard Rohlfs nella sua Grammatica storica della lingua italiana e dei suoi dialetti (Einaudi, PBE, ed. 1968, vol. II, p. 366), per quanto riguarda il participio presente, «Le forme della coniugazione in a e in e (-ante, -ente) sono notevolmente fedeli a quelle latine; nella coniugazione in i, invece, -iente si conserva soltanto in pochi resti».

 

Oltre a esordiente e partoriente, si possono citare, a mo’ di esempio, anche obbediente, nutriente, dormiente, senziente. Naturalmente, nel participio presente italiano «è andata quasi interamente perduta la funzione verbale del participio».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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