21 aprile 2021

Mi sono recentemente imbattuta in una frase che mi ha lasciato perplessa: "Lei, una donna che non voleva sfiorire del tutto (...), io un ragazzo che (...), questi i giudizi malevoli che a noi non avevano mai importato." Di primo acchito mi è venuto spontaneo sostituire l'ausiliare di importare da essere ad avere; controllando però su internet ho letto che "importare" usa l'ausiliare "avere" quando è transitivo, e l'ausiliare "essere" quando è invece intransitivo. Ammetto di essere un po' arrugginita a livello grammaticale e di non ricordare perfettamente la differenza tra verbi transitivi e intransitivi, quindi il mio dubbio è: nella frase precedentemente citata, è più corretto usare essere o avere?

“Giudizi malevoli che a noi non erano mai importati”. I giudizi malevoli costituiscono il sintagma nominale (nome + aggettivo) che funge da soggetto. Il verbo importare nel significato di ‘avere importanza, interessare’ è intransitivo (ha un soggetto, non può reggere un complemento diretto; ma può essere usato in modo impersonale, sempre alla III persona singlare, come, per esempio, i verbi atmosferici piove, nevica, ecc.: a me non è mai importato; - Mi sono sbagliato. - Non importa, non preoccuparti). Quindi importare (in questo significato, ripetiamo) vuole essere come ausiliare nei tempi composti, come in questo caso (erano importati: trapassato prossimo).


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