07 luglio 2021

Vi scrivo perché ho un dubbio che spero voi possiate risolvere: In italiano vi sono parole maschili terminanti in "a" che al plurale finiscono in "i" o in "e". Ad esempio: - "Pilota" diventa "Piloti" se maschile o "Pilote" al femminile. Perché ciò non avviene con sostantivi quali "Gorilla", "Puma", "Babirussa"...? Perché, ad esempio, il plurale di "Puma" non é "Pumi" ma rimane invariato?

Una precisazione: nella nostra lingua i nomi di genere promiscuo (che vengono detti anche epicèni) sono per la gran parte nomi di animali che hanno un’unica forma, maschile o femminile, per indicare sia l’esemplare maschio, sia l’esemplare femmina: l’aquila, il colibrì, il delfino, il gorilla, il leopardo, il puma, la tigre, l’usignolo, la zebra.

 

Per precisare il sesso di questi animali ci sono due soluzioni: si può usare l’apposizione maschio / femmina (il puma femmina, la zebra maschio) oppure si può fare ricorso all’espressione il maschio / la femmina di, del/della (la femmina della lontra, il maschio della scimmia).

 

Per quanto riguarda il plurale, bisogna vedere la storia della parola. Quando in italiano arrivano parole da paesi e da lingue esotiche, vi è una forte tendenza a mantenere invariata la forma al plurale: è il caso di gorilla (voce dotta, grecoantica, che però anticamente ci arrivò anche nella forma gorillo, poi caduta); di puma, una voce di orgine quechua (Perù), giuntaci probabilmente attraverso il francese; di babirussa, composta da due voci malesi (bābī ‘porco’ e rūsa ‘cervo’).


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