22 settembre 2021

Sono una docente di Lettere, e sono catanese. Leggo l'intervento al seguente link: https://www.treccani.it/magazine/lingua_italiana/domande_e_risposte/grammatica/grammatica_450.html. Necessariamente, anche confrontandomi con altri colleghi, rifletto con ponderazione. Dunque, ammettiamo che il genere dell'Etna oscilli di fatto, nell'italiano contemporaneo, fra maschile e femminile. Tuttavia nella toponomastica ci sono eccezioni, da voi stessi rilevate, alla norma per cui il nome dell'oggetto "toponomastico" rientri nel genere della categoria: rilevate voi stessi infatti il caso della Dora Baltea e di altri elementi del paesaggio, che appartengono al genere opposto a quello della categoria; o si può osservare il caso del maschile Monviso che pure, propriamente, è una montagna. E così via. Allora sì, il problema del genere dell'Etna si pone. Si pone innanzitutto sul piano antropologico: essendo per antonomasia "'a Muntagna", fertile e datrice di vita nel suo magma come una madre che può anche punire ma che sempre dà vita, almeno in Sicilia orientale è percepita come "fimmina", "Mamma Etna", "Madre", ecc. da tutti gli etnei e da gran parte dei siciliani per ragioni storico-antropologiche. E si pone anche, e se vogliamo soprattutto, sul piano linguistico: il nome dell'Etna è stato femminile in greco, in latino, quindi nei testi antichi redatti nelle lingue su cui si è forgiata la nostra lingua; e continua a esserlo in italiano, mantenendo la desinenza "-a" regolare del femminile, che come tale è infatti percepita almeno dai locali. Forse non saremo noi locali a modificare le posizioni dei linguisti; ma qui sono in gioco troppe e troppo complesse motivazioni a sostegno del femminile, perché si possa superficialmente ignorarle. Infatti sia le motivazioni storico-antropologiche, sia, e soprattutto, quelle linguistiche sopra addotte dovrebbero quantomeno indurre la grammatica ufficiale, e Voi, a illustrare chiaramente al grande pubblico la liceità, quantomeno, anche del femminile. Peraltro noto che Voi stessi, almeno in uno dei lemmi riguardanti l'Etna (Etna in Enciclopedia Treccani), fate uso naturalmente del femminile. Dunque non solo noi locali percepiamo il femminile...

Riceviamo e pubblichiamo questa densa e colta lettera. Riconfermiamo intanto le considerazioni fatte nella risposta resa a un quesito postoci qualche tempo fa, citata dalla gentile lettrice che ci ha scritto questa volta.

 

Da una parte accogliamo come interessantissimi tutti i rilievi avanzati, specialmente quelli intesi a dare spessore antropologico, geolinguistico (il sostegno della parlate dialettali e dell’italiano locale isolano) e anche linguistico in senso stretto (il collocarsi di Etna tra i nomi uscenti in -a, per la gran parte femminili nella nostra lingua) a una segnalazione lessicografica che dia conto della doppia possibilità di Etna come femminile e maschile; dall’altra parte, non potendo certo la Treccani esprimersi a nome di una “grammatica ufficiale” di cui sarebbe, tra l’altro, problematico definire lo statuto e le patenti d’autorità, ci limiteremo a fare due considerazioni:

 

1) la presenza di Etna femminile nell’edizione on line di una voce tratta dall’edizione dell’Enciclopedia datata 1932 deve far riflettere sul fatto che in novant’anni gli usi dei parlanti e degli scriventi possono essere cambiati, tanto che, per l’appunto – senza eleggere a norma cogente la lessicografia –, andrà  tenuto conto conto dell’importanza di una registrazione concorde di Etna femminile in tutti i dizionari della lingua italiana dell’uso contemporaneo –; 2) le motivazioni geolinguistiche e antropologiche costituiscono senz’altro una preziosissima traccia, di grande rilievo storico: vanno ricordate e mantenute in studi specifici e in repertori anche nazionali che abbiano tra le loro mire la ricostruzione geologica degli etimi e degli usi (tipicamente: dizionari storici della lingua italiana; dizionari di toponomastica), ma non per questo andranno obbligatoriamente registrate (anche nella sintesi forma della variantistica formale alternativa) in un dizionario dell’uso prevalente e contemporaneo.

 

 

 

 

 

 


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