19 aprile 2010

È corretto dire: «i miei nonni sono venuti a pranzo da me perché gli si era rotto il forno» o è preferibile «i miei nonni sono venuti a pranzo da me perché gli si è rotto il forno»?

Siamo in presenza di due enunciati entrambi corretti, nei quali l’alternativa nell’uso dei tempi verbali (passato prossimo/trapassato prossimo) nella subordinata causale mette in gioco l’aspetto dell’interpretazione psicologica del grado di attualità del tempo cronologico trascorso tra i fatti posti in relazione (i nonni che vengono a pranzo, la rottura del forno).

Il trapassato prossimo esprime, come di norma, l’anteriorità di un’azione o evento (qui: il fatto che si era rotto il forno) rispetto a un punto d’osservazione che è già situato nel passato (i miei nonni sono venuti…). Potremmo dire che si tratta di una soluzione standard, perfetta.
 
Il passato prossimo nella proposizione subordinata (si è rotto), dipendente da un passato prossimo nella proposizione principale (sono venuti), è parimenti corretto, ma sottolinea, dal punto di vista del locutore (qui: l’“io” che scrive), la disposizione psicologica (che il passato prossimo è in grado di esprimere per statuto) «a rivivere più intensamente un fatto recente» (Luca Serianni, nella grammatica Italiano, cap. XI, par. 378).

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