01 settembre 2011

“Uovo”: maschile al singolare, femminile al plurale; diminutivo “ovetto”, che al plurale è maschile “ovetti” – come vuole KinderFerrero – o “ovette”, come scrive talora «La Cucina Italiana» in ossequio al plurale femminile?

 

Bisogna distinguere nettamente: da una parte sta uovo, col suo particolare plurale uova; dall’altra la forma alterata ovetto, sostantivo maschile, che segue le normali regole di formazione del plurale. Perciò si avrà ovetti. Va segnalato che il diminutivo ovetto si è anche lessicalizzato (ha cioè assunto una propria esistenza autonoma come elemento del lessico distinto dalla pura forma diminutiva di uovo, ovetto, col significato generico di ‘piccolo uovo’), nell’accezione di ‘piccolo dolce a forma di uovo, specialmente di cioccolata’.
 
È vero che qua e là, in pubblicazioni e siti cucinari, si affaccia ovette, ma si tratterà, come intuisce giustamente la lettrice, di una formazione analogica rifatta su uova, plurale femminile di uovo. Non è detto che un giorno l’uso non coonesti l’assunzione nella norma della forma femminile plurale ovette: per ora, atteniamoci al dettato della grammatica, oltreché della Ferrero.

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