25 luglio 2013

Nel Manifesto del futurismo del 20 febbraio 1909: “Un automobile da corsa ... è più bello della Vittoria di Samotracia”. Automobile è maschile o femminile?

Oggi, non v'è dubbio, il sostantivo automobile 'vettura a motore a quattro ruote', detta comunemente auto, è femminile. Ed è femminile da parecchi anni, anche se, al suo apparire, oscillò di genere e, anzi, si propose più spesso al maschile che non al femminile. Creatura androgina, dunque, in origine, e, forse, non a torto.
 
Automobile è un francesismo: ci arriva dalla Francia e in Francia (siamo nella seconda metà dell'Ottocento) viene formato attingendo da elementi di origine (greco)latina, poiché quell'auto- prefissoide recupera il significato prima greco antico e poi latino di '(da) sé stesso'. L'automobile è una vettura che "è mobile da o per sé stessa", che si muove per conto proprio. Come in francese, così in italiano, automobile è inizialmente aggettivo. Sul finire dell'Ottocento, la locuzione per indicare la nuova straordinaria vettura a motore a quattro ruote è, non a caso, vettura automobile.
 
Facile capire il passaggio da vettura automobile (con automobile aggettivo) ad automobile aggettivo sostantivato e poi decisamente sostantivo senza più concorrenza (la locuzione vettura automobile nel breve volgere di qualche anno scompare). Nel 1898 v'è la prima attestazione scritta di automobile sostantivo femminile. Peraltro, ancora nel 1905, il grammatico e poligrafo Alfredo Panzini può così scrivere di automobile nel suo prezioso Dizionario moderno (citazione dal DELI, s. v. auto1): «in origine aggettivo poi sostantivo per indicare quella vettura da diporto, spavento dei viandanti, elegante, signorile, docile e rapidissima in gran voga in Francia e dovunque, la quale si muove da sé con meccanismi ingegnosi e diversi, ma che però attendono ancora il loro perfezionamento. Di qual genere è il sost. automobile? Se ne è disputato in Francia e quindi anche in Italia. Il genere maschile tende a prevalere». Ecco spiegato "un automobile" maschile nel primo, celebre, Manifesto dei futuristi.
In seguito, com'è evidente oggi, si impose l'uso di automobile di genere femminile. La sessuazione dell'automobile è da anni resa esplicita dalla pubblicità, che ostenta l'abbinamento dell'automobile da reclamizzare con l'immagine di donne belle e seducenti.

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