16 settembre 2020

Sulla base delle riviste degli anni '90 di cui dispongo e dagli articoli dell'epoca non sono d'accordo con l'utilizzo del genere maschile. Tanto più che la parola “application”, quando non tradotta, viene utilizzata nella forma femminile. Non diciamo "il sachertorte", non vedo perché dovremmo dire "l{o} applet".

Secondo logica, applet dovrebbe essere di genere femminile. La lingua, però, funziona in base a logiche interne che possono contraddire la logica del buon senso. Anche se è possibile che, sotto l'acquisizione come sostantivo di genere maschile di applet «software di ridotte dimensioni adibito a una funzione specifica» (dalla definizione presente s. v. nel Vocabolario Treccani.it ), vi sia il frequente accostamento di applet a software o a programma (nella sua accezione informatica), sostantivi di genere maschile. Anche il GDU di Tullio De Mauro e lo Zingarelli 2014 considerano applet un sostantivo maschile invariabile.

 

Va però segnalato che l'uso reale (nei media e in internet) mostra una notevole oscillazione tra applet maschile e applet femminile.

 


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