20 febbraio 2014

In italiano, è più corretto scrivere “pasticciere” o “pasticcere”; “sciampo” o “shampoo”?

Pasticciere è la forma corretta. Il derivato, però, è pasticceria, senza i.

Shampoo è naturalmente la voce che abbiamo preso pari pari dall'inglese, a partire dal 1930 (con assai più convinzione dopo la Seconda guerra mondiale). La forma adattata sciampo è comparsa per la prima volta in italiano già nel 1762.
 
Attualmente, sciampo è da considerarsi, semplicemente, una variante meno usata di shampoo, ma del tutto corretta. Consultando gli archivi on line di due grandi quotidiani nazionali, si ricavano queste indicazioni: nel «Corriere della sera» (1992-2014), shampoo compare 917 volte, sciampo 12; nella «Repubblica» (1984-2014), shampoo compare 1.953 volte, sciampo 15. Sfogliando i romanzi vincitori del Premio Strega dal 1947 al 2006, shampoo è presente 5 volte: due in Pier Paolo Pasolini, una in Andrea De Carlo, Ermanno Rea, Margaret Mazzantini. Sciampo si trova una volta sola in Achille Campanile. Va detto, però, che sciampo è attestato abbastanza frequentemente in romanzi e racconti degli ultimi trent'anni, là dove gli autori mostrano l'intento di richiamare, quasi fonosimbolicamente, l'immediatezza del parlato.

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