20 marzo 2014

«Madrelingua», in quanto parola composta univerbata, dovrebbe avere, come plurale, «madrelingue», così come «madrepatria» ha «madrepatrie» e «madreperla» ha «madreperle». Se, invece, i componenti sono graficamente separati, allora entrambi dovranno essere declinati regolarmente: «madri lingue», «madri patrie».

Secondo quanto sostiene la Crusca, nel caso di madrelingua,sostantivo femminile, nell'accezione di 'lingua appresa dalla madre', entrambi i componenti andrebbero flessi al plurale: le madri lingue o madrilingue. Peraltro, non tutti i dizionari sono concordi nel caso della forma univerbata. Alcuni, come lo Zingarelli 2014 e Sabatini-Coletti on line, dando conto di una tendenza che si va diffondendo nell'uso, segnalano come plurale proprio la doppia lezione proposta dal signor Donini. Altri, come Treccani.it e GDU di Tullio De Mauro, sono sulla linea adottata dalla Crusca.
 
Nel caso di madrelingua, aggettivo e sostantivo maschile e femminile, nell'accezione di 'che/chi parla la propria lingua materna, specialmente se si trova all'estero', tutti concordano sul fatto che il plurale rimane invariato: i/le parlanti madrelingua, i/le madrelingua. In questo secondo caso, sarebbe necessario ricorrere sempre alla grafia univerbata.
 

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