08 febbraio 2016

Si sente sempre più spesso adoperare - non solo informalmente ma anche alla televisione - una espressione del tipo: "L'unico scrittore più attento sul tema è tizio". Non credo proprio che sia corretto ma vorrei, come sempre, il vostro decisivo parere.

Non ritenga decisivo il nostro parere, verrebbe da dire al gentile interlocutore che ci pone il quesito: è capitato che osservazioni critiche di lettori e lettrici attenti ci abbiano permesso di scoprire singole lacune od oscurità presenti nei testi delle nostre opere.

In questo caso, peraltro, la sensibilità linguistica di chi ci ha scritto l'ha preservato giustamente dall'aderire all'uso, proprio del parlato meno controllato, di graduare impropriamente un aggettivo che per definizione non è graduabile.

 

 


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