25 gennaio 2010

Da dove proviene l'espressione mangiare a quattro palmenti?

Eleuterio  Rossi

Mangiare a quattro palmenti, cioè avidamente, con ingordigia, è espressione della quale il Grande dizionario della lingua italiana del Battaglia documenta la prima attestazione nella lingua scritta nel 1921, data di pubblicazione della Vita operosa dello scrittore Massimo Bontempelli (Como 1878 - Roma 1960): "Le signore [...] mangiavano a quattro palmenti pasticcini, marron-glaces, tartine col prosciutto". Con lo stesso significato, risultano attestate in precedenza le espressioni consimili macinare a due palmenti (Ludovico Domenichi, Piacenza 1515 - Pisa 1564) e mangiare a due palmenti (Giuseppe Giusti, Monsummano Terme, Pistoia 1809 - Firenze 1850). L'esempio tratto dal Domenichi riporta l'espressione figurata al suo materialissimo ambito d'origine. Palmento era, in origine, la "macina mediante la quale si riducono in frammenti più o meno fini i chicchi di grano" (vedi, s.v. macina, il Vocabolario della lingua italiana Treccani), cioè uno dei due elementi fondamentali del mulino ad acqua. Facile immaginare l'estensione figurata e iperbolica dei palmenti fino alle mandibole umane, viste come operose macine trituranti il cibo. Palmento indica altresì, ancora oggi in qualche luogo dell'Italia meridionale, la vasca - in mattoni o calcestruzzo o perfino scavata nella roccia - nella quale si pigiano le uve e i mosti fermentano. L'etimo di palmento è incerto: trattasi forse di una forma latina non attestata *PAUMENTUM, in luogo del classico PAVIMENTUM 'pavimento' (del locale nel quale si macinava o si pigiavano le uve).


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