25 gennaio 2010

Ognuno è artefice del proprio destino

Sabina Falivene

Ad Appio Claudio il Cieco, censore nel 310 a.C. e successivamente console nel 307 e 296, oltre all'avvio della costruzione della strada che da lui prese parzialmente il nome (via Appia) e che, inizialmente, congiunse Roma con Capua, per spingersi poi fino a Brindisi (resti del tracciato e della pavimentazione della prima tratta dell'antica via Appia sono ancora ben visibili, a partire da Roma), dobbiamo anche il motto che gli è stato attribuito: «Faber est suae quisque fortunae», che in italiano suona per l'appunto «ciascuno è artefice del proprio destino».


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