25 gennaio 2010

Qual è il significato dell'espressione "nelle more della conclusione dei lavori del tavolo di trattativa si dispone la proroga..."?

Lia Zornetta

Il linguaggio politico-sindacale, che il brano proposto dalla sig.ra Zornetta sembra veicolare, facilmente adotta lessico e locuzioni di quello burocratico-giuridico, talvolta anche allo scopo di mascherare o di velare una serie di affermazioni che, espresse direttamente, potrebbero avere l'effetto di urtare la sensibilità di qualcuno (una delle parti in una trattativa, per esempio), con ricadute politiche giudicate da qualcun altro negative, magari «in termini d'immagine», come si sente dire spesso in questi nostri tempi.

Il brano riportato significa: 'in attesa che le parti trovino un accordo, si è stabilito di prorogare...'. Sarebbe interessante sciogliere quel cauto, cautissimo impersonale «si dispone», per sapere chi - nome e cognome - ha preso la decisione di prorogare, cioè di rimandare la scadenza, allungare i tempi, rendere perpetuo il temporaneo e via immaginando quanto si può nascondere sotto i puntini di sospensione.

Nelle more è locuzione tipica del linguaggio giuridico-burocratico e significa propriamente «nell'intervallo di tempo che intercorre fra l'avvio di un iter burocratico-giuridico e la sua conclusione: nelle more del giudizio, nel periodo che precede la definizione della sentenza; per estensione, con significato generico, nell'attesa, nel frattempo» (Vocabolario Treccani).


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