25 gennaio 2010

Gradirei conoscere l'origine della frase "sposa bagnata, sposa fortunata".

Luisa Anna Cattina

Tra le spiegazioni correnti, se ne segnalano due verosimili. Il proverbio, panitaliano, potrebbe essere nato come formula di risarcimento e augurio per sgombrare l’orizzonte emotivo dei novelli sposi dall’infausta impressione destata dalla pioggia caduta il giorno dello sposalizio.

 

Si può anche pensare (senza rinunciare all’idea di fondo di un proverbio insieme consolatorio e augurale) che, secondo un’arcaica identificazione analogica, tipica della civiltà agricola, che vede nella donna una forza creatrice naturale, in grado di dare frutti (figli) come la terra, la sposa venga ritenuta fortunata se irrorata dalla pioggia, nel giorno del matrimonio, come se fosse terra bisognosa di acqua. La pioggia potrebbe avere un valore simbolico sessuale piuttosto trasparente, rimandando al seme maschile dello sposo.

 

Nel Dizionario dei proverbi pubblicato dalla Utet (curato da Lorenzo Massobrio e Paolo Boggione), il proverbio “Sposa bagnata, sposa fortunata” è inserito nel paragrafo intitolato “La cerimonia nuziale” ed è seguito da altri proverbi che, pur legati a quello in esame da una qualche parentela formale o semantica, talvolta si discostano anche notevolmente nel significato: “Se la sposa ha bagnato i piè, alla fine dell’anno sono in tre”; “Se piove quando ti sposi, ti chiamano leccapiatti”; “Sposa bagnata, sposa ingorda”; “Sposa, spesa”.

 


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