25 gennaio 2010

L'uso del verbo "postare" dall'inglese "to post" è gia stato aggiunto nei dizionari italiani o no? È esatto usarlo o si fa un errore di lingua italiana?

Scrive il Vocabolario della lingua italiana on line della Treccani: « postare v. tr. [der. di posto 2 ] ( io pòsto , ecc.), non com. – 1. Disporre, collocare al suo posto; detto quasi esclusivam. di soldati, artiglierie e sim.: p . le sentinelle all’ingresso ; p . dei reparti sulle alture ; p . le batterie , le artiglierie . 2. rifl. a. Prendere posto in un luogo: gli alabardieri ... poterono arrivare , e postarsi , insieme , se non in ordine , davanti alla porta della bottega (Manzoni); in partic., appostarsi, nascondersi per ascoltare, osservare, spiare: m’alzai e salii a postarmi sotto l’ippocastano (Fenoglio). b. Piantarsi con atteggiamento fermo e risoluto: ... esclamò , dando indietro due passi , postandosi fieramente sul piede destro (Manzoni)». Questi i significati tradizionali – ed accertati da lunga pezza nella lingua italiana –   di postare.

 

V’è però, ormai (ma da poco tempo, in termini relativi) diffuso tra chi abbia consuetudine con i meccanismi di comunicazione in rete, un omonimo postare, che si forma a partire dall’inglese post, in senso proprio ‘posta, corrispondenza’, che, vale ‘messaggio inviato a un gruppo di discussione in Intenet’. Da qui il significato del denominale postare ‘inviare un post in Internet’, un bell’esempio di creazione di una voce perfettamente italiana nella struttura fono-morfologica, a partire da una voce straniera, post. I significati di post e di postare appena commentati sono tratti dallo Zingarelli 2008, a riprova che le due parole cominciano a essere legittimate dalla lessicografia italiana (sono presenti anche nel Grande dizionario italiano dell’uso di Tullio De Mauro). In buona sostanza, è corretto adoperarle.

 


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