15 dicembre 2011

Il lemma “disinebriamento” è tratto da Benedetto Croce, Storia d'Europa nel Secolo Decimonono, Bari 1957. Cosa manca ora per introdurlo nel vostro repertorio?

Sotto il profilo teorico, non manca nulla. Né si può sospettare che, negli autori di un dizionario della lingua italiana, vi siano preclusioni o censure preventive verso autori del calibro di Benedetto Croce.
 
In realtà, più semplicemente, chi organizza la creazione e compilazione di dizionari della lingua cerca di allestire un lemmario che risponda a determinati criteri, tra i quali la maggiore o minore presenza e dunque il dosaggio ponderato di voci letterarie, regionali, dialettali, tecnico-scientifiche, gergali, neologismi, arcaismi (vi può essere un dizionario che privilegia l’inclusione di vocaboli della tradizione letteraria a discapito dei neologismi, per esempio; o viceversa, naturalmente: nessun dizionario è “oggettivo”, né può fingere di esserlo; e nemmeno onnicomprensivo, perché non è umanamente possibile). Un occhio particolare, in genere, si dà anche alla tradizione lessicografica: questo vocabolo c’è o manca negli altri repertori?
 
Disinebriamento è voce letteraria e colta, senza attestazioni in altri dizionari, compreso il vasto e autorevole dizionario storico della lingua italiana GDLI, denominato “il Battaglia”, dal nome del suo primo ideatore e autore ([Salvatore] Battaglia), pur molto largo nell’accoglimento di vocaboli di provenienza letteraria e rivestiti della patina del tempo. Probabilmente questo motivo, congiunto a valutazioni sull’equilibrio tra le succitate componenti interne del lemmario, ha indotto i lessicografi del Vocabolario Treccani a non registrare disinebriamento (‘perdita, cessazione dell’inebriamento’, spec. in senso figurato). Ciò non toglie che si possa legittimamente proporne l’inclusione in una prossima edizione.

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