22 dicembre 2013

Si può dire: "Mi sono perso le chiavi?" Sembrerebbe una forma non proprio corretta, anche se potrebbe voler dire che le chiavi erano presso di me. E quale differenza c'è tra il verbo “smarrire” e il verbo “perdere”?

Quel mi non indica un'eventuale prossimità di luogo. Indica, invece, una vicinanza psicologica, con una certa sottolineatura affettivo-enfatica, del soggetto che compie l'azione all'azione stessa. Mi sono perso le chiavi significa, a ben vedere, Proprio io, povero me (o accidenti, o mannaggia, o oh non è possibile) ho perso le chiavi. In questo caso l'elemento psicologico è caratterizzato da sfumature emotive negative. Altre volte, viceversa, la particella pronominale intensivo-affettiva può segnalare stati d'animo o sensazioni positive: e ora mi faccio una bella passeggiata; ci prendiamo un buon aperitivo?, ecc.

Le differenze tra smarrire e perdere non sono poche, soprattutto se paragoniamo i diversi significati che i due verbi possono avere, rendendo impossibile la sostituzione dell'uno con l'altro: posso dire l'Inter ha perso la partita con il Barcellona ma non l'Inter ha smarrito la partita con il Barcellona. Anche quando il significato potrebbe essere simile, la cristallizzazione della frase idiomatica o della costruzione a verbo supporto non permette alternanza: sì a perdere la trebisonda, no a smarrire la trebisonda; sì a 'morire' perdere la vita, no a smarrire la vita.
 
Là dove, invece, i due verbi sono sinonimi (ha perso/smarrito la fede, ma anche, più modestamente, tornando all'esempio iniziale, ho perso/smarrito le chiavi), perdere si caratterizza per la sua denotatività di base, cioè per l'assenza di sfumature particolari, nel senso di una particolare formalità, sostenutezza o, viceversa, informalità e colloquialità; mentre senz'altro smarrire ha una connotazione di maggiore formalità, ricercatezza, letterarietà.

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