10 aprile 2016

L'espressione "farfalle dello stomaco", in uso corrente in italiano, è stata presa dall'inglese butterflies in the stomach, comparsa per la prima volta nel 1908 nella sua forma singolare (OED). Ma quando è stata usata per la prima volta in italiano? E con che significato?

Il modo di dire è farfalle nello stomaco ed è ricalcato sull'inglese, in particolare su to have butterflies in one's stomach. In inglese, con butterfly al singolare, il modo di dire è effettivamente documentato sin dal 1908; nella forma definitiva al plurale, cristallizzata, a partire dal 1955.

 

La ricezione in italiano è ovviamente più recente. Se ne trova traccia in un numero del settimanale «Panorama» del 1975, con riferimento metalinguistico all'origine inglese («quella tensione che gli inglesi chiamano “le farfalle nello stomaco”»). Ne parla poi, dubbioso e finemente ironico come sempre, Luciano Satta nel suo Parole: divertimenti grammaticali, chiedendosi, nel 1981, se chiunque, leggendo l'espressione in un romanzo tradotto pedestremente dall'inglese, ne avrebbe capito all'impronta il significato.

 

Oggi, certo, a distanza di trentacinque anni, la locuzione è più diffusa e nota, nell'accezione di 'forte stato di tensione emotiva' (spesso con riferimento alle vampe dell'attrazione e dell'innamoramento a prima vista), ma forse non è così “corrente” come pensa chi ci ha posto il quesito: tanto che nei dizionari della lingua dell'uso non è così scontato vederla registrata.

 

 


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