25 marzo 2019

Vorrei chiedere come mai molti sostantivi italiani sono formati dal genitivo latino o greco, ad esempio Platone, Cicerone o mastodonte.

In realtà, l’accusativo – e non il genitivo – è, «nella schiacciante maggioranza dei casi, la base della forma nominale romanza: in italiano, nipote, monte, dente, fiore discendono appunto dalla forma dell’accusativo latino o, per meglio dire, da quella che era divenuta la forma sincretica del caso retto» (v. Silvia Pieroni, Latino e italiano, in Enciclopedia dell’italiano, (2011), curata da Raffaele Simone).

 

La forma del latino parlato (o volgare, dal quale origina la gran parte del patrimonio lessicale italiano) dell’accusativo perde la m finale (nepotem > nepote > italiano nipote), l’accusativo così mutato comincia a sostituirsi alle forme declinate dei casi obliqui e infine depotenzia ed emargina il nominativo (poche parole in italiano derivano da forme nominativali latine: homo > uomo, mulier ‘donna’ > moglie (con cambiamento di significato), latro > ladro, sartor > sarto ecc). Il genitivo latino si conserva in rarissimi casi (per es. nel toponimo toscano Capannori, nel nome della festività della Candelora).

 

 

 

 


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