17 febbraio 2020

Gentile Treccani, sono addolorato nell'aver appreso che non è presente nella suddetta il vocabolo: proquiessenza. Come fate voi a esprimere il "potere" innato del proloquio? Ecco appunto: Proquiessenza.

Intanto è un po' problematico ricorrere nell'italiano contemporaneo alla parola proloquio, che esce dall'uso agli inizi del Novecento, a meno che non si voglia resuscitare un latino degno di Ludovico Muratori o ci si voglia riferire a proloquio parola spagnola, che vale in italiano 'sentenza, affermazione assiomatica'. Pertanto risulta difficile battersi a favore dell'espressione del «"potere" innato del proloquio», potere che – tra l'altro – non è spiegato chiaramente in che cosa consista.

 

A questo punto, ci sentiamo di dire che il dolore per la mancata inclusione di proquiessenza nel nostro Vocabolario ne esce mitigato assai, anche perché di proquiessenza manca un qualche sensato riscontro. Si sarà trattato di un qui pro(lo)qu(i)o.


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