26 novembre 2020

Segnalo che la parola "Covidiota" si riferisce (contrariamente a quanto segnalato da un vostro articolo “Il mutamento (linguistico) del coronavirus. Parole nel turbine vasto” (https://www.treccani.it/magazine/lingua_italiana/articoli/parole/parole_nel_turbine_1.html) alla "persona psicopatica ossessivamente terrorizzata dai contagi". Una specie di ipocondriaco ma decisamente più stupido. Allego le immagini comunemente ritrovabili sui social.

Covidiota viene usato da qualche tempo dai cosiddetti “negazionisti” o “riduzionisti” in senso del tutto contrario al primo e più cospicuo significato reale e originario della parola, un neologismo degli inizi del 2020, ben spiegato dal linguista Giuseppe Antonelli nel suo recentissimo Il mondo visto dalle parole (Milano, Solferino, 2020): «Particolarmente appropriato si rivela allora l’appellativo di covidiota (dall’inglese covidiot), creato […] con lo stesso meccanismo del mettere insieme due pezzi di parole diverse. La prima in questo caso è il nome covid, la seconda proprio l’appellativo idiota, riservato a chi – non rispettando le regole – mostra di pensare solo a sé stesso e ai suoi interessi. Ma in realtà mette a rischio la propria salute, oltre a quella di tutti gli altri» (p. 191).

 

Insomma, Daniela Pietrini, nell’articolo del 26 marzo 2020 citato dal nostro lettore, ha esattamente colto l’apparire nella lingua dei media di covidiota: «Ed è una parola macedonia anche l’ultimo nato tra i neologismi del coronavirus: covidiota, contaminazione di covid e idiota, calco dall’anglismo “covidiot” per designare chi ignora stupidamente le misure di sicurezza anti-covid o fa scorte irrazionali di prodotti alimentari incrementando il panico». Tra l’altro, il lettore noterà che la seconda accezione riportata da Pietrini non è poi distantissima da quella da lui proposta però, secondo noi, con qualche forzatura (“psicopatico”, “ipocondriaco ma decisamente più stupido”).

 

A proposito dell’interpretazione “negazionista” o “riduzionista”, si legga l’articolo pubblicato in bufale.net.


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