28 luglio 2021

La definizione della voce libro data nel vocabolario della Treccani mi pare non adeguata. Premesso che ho studiato per alcuni anni paleografia e codicologia greco-latina, mi sono dedicato poi allo studio della paleografia e codicologia ebraica ed araba, per dedicarmi, negli ultimi venti anni, allo studio del “libro” asiatico. […] Continuare a definire libro un insieme di fogli piegati e inseriti uno dentro l’altro e inseriti in una copertina, come definiscono libro alcuni vocabolari, significa descrivere il libro/codice occidentale, come se fosse l’unica realtà esistente. Se nei paesi anglosassoni, e in maniera minore in Francia e Germania poco alla vota si studiano le forme del libro asiatico con quello occidentale, in Italia non avviene lo stesso. Il termine di “libro” a mio giudizio deve definire il medium della cultura scritta, indipendentemente dalla forma (rotolo, libro a farfalla, tavoletta d’argilla, libro a creste, ecc. ecc.) e dal tipo di supporto (argilla papiro, pergamena, seta, carta, bambù, ecc.). Alcuni anni fa, riprendendo il titolo di un libro di paleografia indiana (Shivaganesha Murthy, R.S. Introduction to Manuscriptology. Dheli: Sharada Publishing House, 1996), ho proposto di usare il termine manoscrittologia, per indicare qualunque tipo di manoscritto, indipendentemente da dove era stato prodotto e dal tipo di supporto, tesi non accettata dagli specialisti.

Costretti, per motivi di spazio, a tagliare la lunga epistola del gentile ed esperto lettore che ha mosso il rilevo critico alla definizione di libro contenuto nel nostro Vocabolario on line (ma, immaginiamo, il rilievo andrebbe esteso a tutta la lessicografia italiana vigente, visto che la parola libro è trattata nello stesso modo dai vari dizionari della lingua dell’uso), ci limitiamo ad osservare che bisogna distinguere la parola dall’oggetto cui la parola si riferisce: trattando dell’oggetto, certamente ci aspettiamo che una voce di enciclopedia allarghi l’orizzonte dell’analisi ai modi in cui, nel mondo, si è presentato il supporto recante simboli grafici pertinenti, finalizzati alla decodifica dei segni da parte dei fruitori; trattando della parola italiana, che viene dal latino lĭbru(m), è inevitabile e, a nostro avviso, corretto, che nei dizionari si dia conto delle accezioni che, a partire dalle prime attestazioni della parola libro, tardo duecentesche, si sono storicamente determinate nel corso della storia della lingua italiana.

 


© Istituto della Enciclopedia Italiana - Riproduzione riservata

0