28 giugno 2022

Nell’ottica di migliorare e aumentare il numero di parole che la nostra bella lingua usa, sono a proporvi di valutare, se possibile, l’inserimento dei seguenti vocaboli nella prossima edizione della vs rinomata enciclopedia: - tabiotto (costruzione non eseguita a regola d’arte, molte volte in legno o in materiali di fortuna, es: casupole nei boschi per i cacciatori); - patolo (posizione del mento in particolare dei bambini, di solito unita a un leggero tremolio dello stesso, quando si sta per piangere).

La prima voce, tabiotto, di area bergamasca, rappresenta uno dei tantissimi casi di lessico locale che riguarda oggetti, situazioni, azioni della sfera quotidiana. Si tratta di una ricchezza lessicale che contraddistingue l’italiano locale da quando l’italiano standard ha compiuto la propria maturazione di lingua nazionale, compresa e parlata dalla stragrande maggioranza della popolazione.

 

Proprio la sfera delle attività quotidiane, compreso il lessico affettivo ed espressivo domestico, offre, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, una quantità di parole che pur non avendo i numeri (quantità nell’uso) né il prestigio per imporsi nel vocabolario nazionale (e nei dizionari della lingua italiana), rappresentano comunque una ricchezza espressiva e una certezza comunicativa immediata per chi parla l’italiano di questa o quella zona. Quindi, lunga vita al tabiotto (e lo stesso discorso vale per patolo): chi viene da fuori Bergamo si farà eventualmente spiegare che cosa significa la parola. Non è male, anzi, che la lingua italiana offra ai suoi parlanti delle sorprese, territorio per territorio. Un po’ come accade nella gastronomia (e nel suo lessico).


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