18 maggio 2022

La parola "grazie" (esempio: "grazie mille"...) quando viene detta verbalmente non si sente solo una Z ma si tende a dirla con la doppia Z. Da qui nasce il mio dubbio: non sarebbe giusto aggiungere nello scritto una doppia Z alla parola "grazie" dato che viene pronunciata diversamente da come scritto finora?

Uno degli errori di ortografia più tipici è quello della doppia zeta, invece di una zeta sola, prima dei suoni -ia, -ie, -io: *polizzia invece di polizia, *grazzie invece di grazie, *negozzio invece di negozio. La verità è che la pronuncia di quella zeta (cioè del suono consonantico composto che essa rappresenta, /ts/, che tecnicamente si definisce “affricata alveolare intensa”) è sempre “intensa”, nonostante la grafia. Se proviamo a pronunciare le parole riportate qui sopra con la pronuncia “debole” – con una zeta sola, per capirci – usiamo un modo che non rispecchia la realtà: suonerà forzato o addirittura ridicolo alla maggior parte delle persone che parlano bene l’italiano. Quindi, l’errore grafico, per paradosso, ha un suo fondamento nella giustezza della pronuncia abituale. Perché, allora, questa separazione tra l’uso scritto e la pronuncia reale, in una lingua come quella italiana, tra l’altro, che avvicina molto più di altre la grafia alla pronuncia?

 

Ecco come l’Enciclopedia dell’italiano della Treccani spiega il mancato raddoppiamento grafico della z: «Il mancato raddoppiamento grafico dell’affricata /ʦ/ intensa davanti ai dittonghi i + a, e, o si spiega risalendo al latino. In italiano, infatti, da uno stesso termine latino possono essersi formate due parole, una vicina alla forma originaria, più conservativa, e una di tipo popolare, più innovativa. Gli esiti fonico e grafico delle due parole risultano, così, leggermente diversi, dando vita al fenomeno dell’allomorfia. Per es., dalla parola latina vĭtĭum si ha sia vizio (esito dotto) sia vezzo (esito popolare), dalla parola latina rătĭo si ha sia razione (dotta) sia ragione (popolare) e via dicendo in molti altri casi simili. L’affricata alveolare sorda /ʦ/ si mantiene scempia davanti ai dittonghi proprio nei cultismi, più simile all’originario nesso latino -ti-. Fanno, infatti, eccezione a questa regola parole come carrozziere, corazziere, pazzia, razziera, che derivano da parole con doppia z: carrozza, corazza, pazzo, razzo».

 

 


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